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sempione monte leone

SEMPIONE- 11-09-2022-- Gli amici vallesani del gruppo misto Steinböcke e Steingeissen (Stambecchi e Camosce) a volte si trovano per le loro escursioni nella zona del Sempione e noi cerchiamo di unirci a loro, anche se non si tratta dell’uscita annuale ufficiale italo - svizzera. Oggi siamo saliti con loro alla Capanna Monte Leone, nei pressi della Bocchetta d’Aurona.

GITA N. 88 O 24 Capanna Monte Leone

LUGLIO 2022

Dislivello: 950 m. Tempo: 6 h. Sviluppo: 13,3 km

In orario umano ci troviamo all’ospizio del Passo del Sempione, 1997, con gli amici svizzeri dei gruppi Steinböcke e Steingeissen, guidati da Kurt e dalla sua signora, Geneviève.

Loro sono in quindici e l’orario ”umano” è dovuto al fatto che viaggiano prevalentemente con i mezzi pubblici (altra mentalità!) e che vengono anche da lontano (Berna, Lucerna, ecc…). Le levatacce ogni due settimane se le fanno anche loro. Noi siamo undici, guidati dal presidente walser che mi aiuta nell’attività di interprete,  ed abbiamo due medici di turno e la badante ufficiale. Bella giornata e fa caldo anche qui, ma qualche nuvola ed un venticello frizzante attenuano la fatica nel tenere il passo “vivace” della loro guida.

Tante vacche al pascolo, acqua, verde, silenzio, bella compagnia: siamo in una bolla, lontani dalle tristezze del fondovalle. La meta è la Capanna Monte Leone, in prossimità della Bocchetta d’Aurona, Chaltwasserpass per gli Svizzeri, ma Kurt allunga un po’ il tragitto guidandoci subito al Rotelschsee, 2028, poco sopra l’ospizio. Lo aggiriamo e puntiamo decisamente a oriente fino a recuperare in dolce salita il sentiero che sale dall’ospizio, molto evidente e costeggiato da una roggia.

Più avanti si comincia a salire decisamente e si attraversano dei torrentelli su ponticelli in legno più o meno affidabili. Si passa anche in prossimità di un grande ometto di sasso caratteristico. Dopo l’ultimo guado entriamo in un’incantevole valletta, la Chaltwassertälli. Scolliniamo a quota 2788 sulla morena dell’ex ghiacciaio e ci appare, più in basso, quel che resta del bellissimo lago. Aldilà di questo la Bocchetta d’Aurona, che dà sulla conca di Veglia.

Alla nostra destra quel che resta del ghiacciaio di Chaltwasser da cui si accedeva alla famosa “paretina del Leone”, che non c’è più. Pausa pranzo lungo il sentiero, anche per ricompattare il numeroso gruppo. Oggi sono decisamente più in forma gli amici d’oltralpe. E sono anche molto più compatti e disciplinati, ma questo si sapeva già. In breve raggiungiamo la Capanna Monte Leone, 2848, dove riposiamo e brindiamo alla nostra bella e ormai lunga amicizia. Fino a qui tre ore di cammino effettivo. Scendiamo lungo il percorso di salita, un po’ più disciplinati e compatti, ma in discesa è sempre più facile.

Prima dell’ospizio lasciamo il sentiero principale e teniamo la destra puntando sul Simplon Kulm, 2005 (due ore). Attraversiamo la strada e ne seguiamo una piccola, asfaltata, in leggera discesa, per un breve tratto. Saliamo lungo un ripido sentierino per qualche decina di metri e arriviamo sulle rive del meraviglioso laghetto di Höpsche, scelto da Kurt per l’ultima pausa dopo il nostro bellissimo giro, un po’ allungato. Il paesaggio è idilliaco: bagnanti al sole, bagnanti in acqua, che non è per niente fredda.

La Sardegna si è spostata a duemila metri. Trote anziché orate e branzini. Con questi paesaggi misti di monte e di mare negli occhi riprendiamo il cammino e rapidamente torniamo al parcheggio dell’ospizio, dove ci congediamo dai nostri cari amici con un arrivederci per due gite autunnali in compagnia.

 Gianpaolo Fabbri

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