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BOGNANCO- 04-09-2022-- Escursione lunga e varia in ambiente bellissimo, con la ciliegina sulla torta di un rifugio ospitale che si raggiunge giusto all’ora di pranzo. Il fresco, il verde e l’abbondanza d’acqua (per adesso!) fanno dimenticare per qualche ora la triste situazione del fondovalle e della pianura, minacciati da una siccità devastante.

GITA N. 87 O 24 Dente Oriaccia Laghetto

LUGLIO 2022

Dislivello: 1050 m. Tempo: 6 h 20'.

Questa settimana impegni vari fanno cambiare giorno. Il giovedì non è più sacro. Siamo solo in quattro, senza il consueto staff sanitario, e la badante deve occuparsi in particolare di un anziano già abitualmente acciaccato e che non riesce a scrollarsi di dosso i postumi del Covid 19.

La giornata è stupenda, per ora senza nuvole, ed il caldo si fa già sentire dopo l’alba. Saliamo alla Gomba, 1222, e ci avviamo in piano oltre il campo di calcio, verso occidente. I cartelli segnaletici ci fanno virare a destra verso l’Alpe del Dente, sul sentiero D14, e la salita si fa gradualmente più ripida nel bellissimo bosco, la cui ombra è oltremodo apprezzata. Insieme alla fedele badante dedico qualche minuto alla raccolta di funghetti squisiti, che evocano splendidi ragù nella nostra sede segreta del Verbano.

A quota 1635 incrociamo il sentiero della GTA che dal Passo della Preia va verso San Bernardo e il Passo di Variola. Noi proseguiamo, si può proprio dire, “in verticale” sul sentiero sempre evidente. Brevi pause fuori dal bosco e all’Alpe del Dente, 1850. Dopo meno di due ore di cammino effettivo raggiungiamo il Monte del Dente, 1999. C’è un piccolo masso caratteristico che ricorda proprio un dente. Che sia quello che dà il nome? Non seguiamo la “Costa”, che sale verso il Verosso, ma “scolliniamo” e ci dirigiamo verso nord ovest, sempre sull’evidente sentiero D14.

Attraversiamo delle pietraie, in dolce salita salvo un breve strappo, con andatura tranquilla dettata dall’anziano debilitato dai postumi del Covid e, in un’ora, siamo allo splendido laghetto di Oriaccia, 2128. Dopo la meritata pausa colazione abbandoniamo il sentiero D14, che sale al Passo di Oriaccia, verso la Svizzera, e viriamo a sud in direzione dell’Alpe Il Laghetto.

Il sentiero D14a che dall’Alpe Oriaccia scende verso Oriaccia, ben segnato solo sulla cartina, lo consigliamo solo a quelli che ci sono antipatici. Lo percorremmo un anno fa e fu una vera avventura, che non ripeteremo. Qualche su e giù incrementa il dislivello di un centinaio di metri. Una virata finale verso occidente ci porta al Rifugio Alpe Il Laghetto, 2039, (un’ora). La cortesia dei gestori ed un certo languorino ci invitano ad un’ottima pastasciutta, non propriamente “asciutta”.

La discesa diventa così più piacevole e prudente. In mezz’ora raggiungiamo la croce dell’Alpe Vallaro, 1830, e qui incrociamo il sentiero D98 della GTA. Lo seguiamo fino a Oriaccia, proseguiamo oltre il bivio per Pizzanco e, poco più avanti, lo lasciamo alla nostra sinistra e scendiamo lungo il sentiero D16 con i suoi numerosi tornanti (sedici o diciotto?) verso la Gomba (due ore).

La nostra badante, oltre ad essersi curata di noi per tutta l’escursione, ci offre anche da bere a Bognanco Fonti nel bar di recente apertura dell’eroico signor Mella, che con tanto lavoro mantiene un po’ più viva l’economia difficile di questo paese.

Gianpaolo Fabbri

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