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beatrice chiovenda col padre

MACUGNAGA- 02-09-2022-- Grazie a Paolo Crosa Lenz conosciamo e ricordiamo un' eccezionale donna ossolana, Beatrice Chiovenda (1901 – 2002), che il 28 agosto 1922  fu la prima donna a scalare la parete Est della Dufour lungo la classica via del canalone Marinelli:

"Con lei il fratello Renzo- ci spiegano da Lepontica- l’anno prima aveva salito la Dufour per il crestone Rey. A 21 anni, una ragazza che non temeva le sfide grandi. La scalata fu effettuata con il fratello Renzo, sotto la guida esperta di Cristofro Tofi Iacchini. La via era stata percorsa soltanto due anni prima dai fratelli Reiser di Milano con Tofi come guida.Nei precedenti quindici anni, nessun alpinista aveva scalato il versante italiano della Dufour.

Ricorda Enrico Rizzi: “Sopra un foglio poi smarrito, la coraggiosa giovane alpinista annotò lo spavento provato a poche ore dalla vetta, quando un frammento di roccia “lanciato” dalla Dufour colpì Renzo sulla sommità della testa. I compagni sentirono il suo grido e videro il sangue scorrergli sul viso. Erminio Iacchini (che dopo quella vittoriosa impresa venne promosso da portatore a guida) gli allungò con la mano un fazzoletto.

Tofi brontolò qualche parola incomprensibile e poi spiegò, con la saggezza della sua lunga esperienza della montagna, che un sasso in testa o è la morte o non è niente. Renzo Chiovenda portò per tutta la vita sulla fronte il segno di quella roccia, e quando qualcuno a Roma gli chiedeva se fosse una cicatrice di guerra, rispondeva con orgoglio: “No, è il Monte Rosa”.

Beatrice era figlia di Giuseppe Chiovenda, giurista la cui riforma influenzò il processo civile in tutto il mondo e che oggi dà nome al paese natale: Premosello Chiovenda. Il padre, che non si tolse il cappello alle blandizie del Regime, le insegnò libertà e dignità.
Storica dell’arte, studiosa dell’Ossola, grande animatrice della vita culturale della valle, morta a 101 anni, Beatrice Chiovenda è stata in gioventù una delle prime donne a praticare l’alpinismo.

L’11 febbraio 1929 (il giorno della firma dei Patti Lateranensi) Beatrice sposò un facoltoso costruttore romano in Campidoglio.
La funzione civile fu l’ultima, poi o chiesa o niente. La sua casa di Premosello fu cenacolo fecondo dove un giovane e timido studioso si affacciò al mondo affascinante della ricerca storica".

Paolo Crosa Lenz