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MACUGNAGA - 16-08-2022 -- Sarà una serata per scoprire il passato profondo, al contempo glorioso e umile, della Val d’Ossola quellla in programma a Macugnaga venerdì 19 agosto (Kongresshaus, ore 21). Verranno presentati due libri: “Il genio degli ossolani nel mondo” e “Alpeggi delle Alpi”.  Alessandro Grossi dialogherò con gli autori Enrico Rizzi e Paolo Crosa Lenz, un dialogo per incontrare donne e uomini geniali che hanno reso nobile una terra povera e generazioni che su quella terra hanno compito con dignità e onore, in silenzio, il loro destino esistenziale. L’iniziativa è della Libreria Grossi di Domodossola, della Fondazione Monti, del giornale “Il Rosa” e del Comitato Comunità Walser di Macugnaga.

Le biografie degli Ossolani Illustri sono trecento (34 sono donne e uomini di Valle Anzasca). C’è una ironia della Storia in questo dizionario biografico, sulle orme del classico Treccani degli “Italiani illustri”, che comincia dalla A e finisce con la Z. Il primo è Francesco Saverio Adorna (1744 – 1830), “aeronauta e pioniere dei voli areostatici umani”. Il 15 maggio 1784, da Strasburgo, con un pallone alto 26 metri e una circonferenza di 56 l’Adorna si alzò in cielo per un centinaio di metri, poi il pallone si incendiò precipitando rovinosamente su una “magazzino del re”. L’impresa fu realizzata e l’aeronauta si salvò. L’ultimo è Mattia Zurbriggen di Macugnaga (1856 – 1917), guida alpina con un innato senso della montagna ed un altrettanto non senso per la vita. Scalò, con alpinisti inglesi, monti in Nuova Zelanda e salì per primo da solo l’Aconcagua in Sudamerica, oltre a grandi itinerari alpinistici sul Monte Rosa. “Dr Tifal” (il “diavolo” in lingua walser) morì suicida a Ginevra dove faceva lo sguattero.  

Per oltre sette secoli migliaia di alpeggi hanno costellato i monti dell’Ossola, plasmando il paesaggio e la cultura degli uomini di montagna. Oggi questo mondo è completamente trasformato, ma l’alp rimane centrale per il futuro delle Alpi. Questa storia generale degli alpeggi di Ossola e Valgrande è significativa ed emblematica per tutto il mondo alpino.

“Alpeggi delle Alpi – Alpi e alpigiani in Val d’Ossola”, risultato di quarant’anni di studi e di cammini per monti e valli, racconta storia e memoria di donne e uomini che in luoghi remoti hanno compiuto la loro vita. Vuole anche confermare i “valori buoni” che quel mondo perduto ci trasmette: la nobiltà della fatica, l’impegno comune per raggiungere una meta, una solidarietà vissuta, l’equilibrio con l’ambiente naturale. Un libro che racconta il passato, ma si interroga sul futuro delle Alpi.

(c.s)