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dario voltolini

STRESA - 18-07-2022 -- Inizia stasera, con la presentazione de “Il giardino degli aranci” (La nave di Teseo), il conto alla rovescia verso l’assegnazione del Premio Stresa di narrativa 2022. La giuria di critici composta da Piero Bianucci, Daria Bignardi, Emmanuelle de Villepin, Orlando Perera e Andrea Tarabbia ha selezionato le cinque opere tra le quali, anche tramite la giuria degli 80 lettori, verrà individuato il vincitore. Le presentazioni si tengono tutte all’hotel Regina Palace, dove stasera -ore 21,15- sarà ospite Dario Voltolini, del cui libro presentiamo una recensione.

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La vita di Nino Nino è un continuo rimbalzo di ripensamenti nei quali cerca di tracciare una mappa sentimentale per ripercorrere quelle emozioni che rimescolano l’attrazione fisica con l’amore platonico mai rivelato.

La fatalità di un incontro all’Ikea dove, i protagonisti del romanzo, si ritrovano sposati con figli alla ricerca di arredi che fatalmente aggiungono distanza alle loro vite così simili e diverse, riporta le lancette indietro nel tempo a quando si sono conosciuti.
Quando arriva Luciana al liceo Nino Nino è sopraffatto dalla sua presenza anche se vivono le loro prime pulsioni amorose in modo totalmente diverso, lui con una miriade di piccole attenzioni, lei con diffidenza senza chiedere mai spiegazioni.
Il corteggiamento virtuoso di Nino Nino nei confronti di Luciana non è ricambiato anzi è frainteso e per reazione lei si lega nella vita ad Attilio, l’amico a cui Nino Nino regala Pedro, il suo affezionatissimo animaletto roditore.

L’autore del romanzo ripercorre, con il protagonista, ogni incontro con il femminile nel suo disperato tentativo di liberarsi di un amore impossibile. Rivive nella sua mente l’avvicendarsi di diverse ragazze incontrate negli anni dell’adolescenza e ricompone i pezzi di storia che hanno segnato il suo cammino fino a condurlo a diventare marito e padre.
Nella testa di Nino Nino si mescolano le emozioni ai ricordi anche quando è di fronte a Luciana durante l’appuntamento al “Giardino degli Aranci” inebriato dal profumo di zagare che arieggia sulla città eterna.

Incontrare Luciana in quella terrazza profumata che si apre su Roma ha riacceso le luci del sentiero della memoria dove sono ricomparse, nitide sullo sfondo di ogni sequenza immortalata nel ricordo, Sofia, Paola Paola, Samantha, Filippa, Ilaria per poi tornare sempre a lei Luciana, il suo primo amore mai rivelato, ancora così presente ed ingombrante nella sua testa di progettista affezionato al suo storico tecnigrafo dal quale non si separa per nessuna ragione al mondo.

Lei ora è architetto ma nei pensieri di Nino Nino continua ad occupare il podio di sempre fino ad uscirne fuori come un annuncio pubblicitario, scontato per la moglie e le figlie. La sua compagna del liceo è la donna per la quale ha provato un sentimento autentico e puro senza la quale non sarebbe potuto essere l’uomo che è diventato.

Monica Pontet

docente, scrittrice pubblicista