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anzino santuario

BANNIO ANZINO - 16-02-2022 -- Il santuario di Anzino celebra la festa antoniana della Traslazione di S. Antonio, detta anche “Festa della lingua di S. Antonio”.
L’8 aprile del 1263, San Bonaventura da Bagnoregio – allora Ministro Generale dell’Ordine francescano – apriva la cassa contenente le spoglie di Sant’Antonio di Padova. Il Santo era morto 32 anni prima, acclamato santo ad un anno appena dalla morte. Bisognava spostare i resti sacri dalla chiesetta di Santa Maria Mater Domini, per poi poterli traslare nella maestosa Basilica, sorta in suo onore. Ecco la scena, sbalorditiva: il corpo del Santo, solamente un cumulo di cenere ed ossa, mentre la lingua invece – solitamente una delle prime parti del corpo a decomporsi – è rimasta intatta. “Rubiconda et pulchra”, vermiglia e bella; così la descrisse san Bonaventura.
La tradizione ci riporta le prime frasi di stupore del ministro generale: “O Lingua benedetta, che sempre hai lodato il Signore e lo hai fatto lodare dagli altri, ora appare manifesto a tutti quanti meriti hai acquistato presso Dio”. Da qui l’esigenza di forgiare preziosi reliquiari, che potessero contenere la reliquia ormai divenuta famosa. L’ultimo venne eseguito fra il 1434 e il 1436, opera pregevolissima in argento dorato, che ancora oggi è possibile ammirare presso la Cappella del Tesoro, nella Basilica del Santo a Padova.
Curiosamente la ricorrenza della Traslazione delle reliquie del Santo, popolarmente nota come la “Festa della Lingua”, si celebra non l’8 aprile, ma il 15 febbraio. La data è legata ad un’altra ricognizione delle sacre spoglie. Era in occasione della visita del cardinale Guy de Boulogne, miracolato dal Santo, che – nel 1350 –donò alla Basilica di Padova, un preziosissimo reliquiario d’oro.
A motivo di questo la festa si celebra in inverno. Ad Anzino è stata celebrata una messa all’altare del santo, davanti al celebre quadro custodito nella santuario del paese; per dare occasione a tutti i fedeli di vivere questa festa antoniana, come succede anche a Padova, la festa darà celebrata con una messa solenne la sera di domenica 20 febbraio alle ore 18.00.
Il santuario di Anzino è celebre per il quadro che custodisce raffigurante il santo, una tela creduta miracolosa fino dal suo avventuroso arrivo da Roma, come narra la tradizione. La chiesa costituisce il più importante centro di devozione a S. Antonio della diocesi di Novara ed è meta di pellegrinaggi da tutta l’Ossola, dalla Valsesia, da Cusio, Verbano e Novarese. Un flusso di pellegrini che giungono non solo nelle domeniche e nelle feste, ma anche sulla settimana nel piccolo paese anzaschino per chiedere l’intercessione di S. Antonio. Conferma questa, dell’attualità di un santo che proprio con la parola divenne celebre ed efficace predicatore.
Si invitano tutti i pellegrini al rispetto delle norme sanitarie in vigore, in particolare all’osservanza del distanziamento e ad indossare la mascherina; sarà disponibile presso la chiesa la prenotazione delle S. Messe.
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