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VERBANIA - 25-04-2021 -- Riapre Villa Taranto. Domani, con un mese e mezzo di ritardo a causa della pandemia, il parco botanico di Verbania, una delle principali attrazioni turistiche del Lago Maggiore, torna ad accogliere i visitatori. Alle 9,30 i cancelli si apriranno per una stagione che, si sa già, sarà difficile. Ne è conscio il direttore Roberto Ferrari (nella foto, sotto). “Il mio auspicio? Mi accontenterei di non fare peggio dell’anno scorso – spiega –. La situazione non è per nulla cambiata: senza i gruppi, che sono la nostra linfa, le prospettive non sono buone”.

Villa Taranto paga lo stop ai turisti stranieri. “Certamente, anche perché gli italiani non bastano. L’auspicio è che si possano presto ripristinare i collegamenti con la Svizzera e la Germania, terre di grandi appassionati di botanica che amano venire da noi”.

Se l’incertezza sta negli spostamenti, la certezza è che il parco sarà, ancora una volta, all’altezza della sua prestigiosa fama internazionale. “Siamo pronti, come del resto lo siamo stati in tutti questi mesi. Non si può trascurare la manutenzione, anche quella straordinaria. L’anno scorso abbiamo piantato decine di migliaia di fiori che nessuno ha potuto vedere. Ci ha rammaricato, ma non abbiamo potuto farci nulla”.

La stagione delle bulbose volge al termine ma ai visitatori restano altre attrazioni. “Ci sono le acidofile e sta fiorendo l’albero dei fazzoletti. Il parco è in condizioni perfette e l’accesso sarà in sicurezza, secondo i protocolli e con un nuovo sistema meteo di sensori interni per cui, se il vento supera i 45 chilometri orari, siamo pronti a chiudere subito”.

La pandemia ha colpito duramente il parco. “Siamo un ente privato, senza sovvenzioni pubbliche, che vive solo di ciò che produce e incassa. Le spese del personale assorbono il 60% delle risorse e sono difficilmente comprimibili se vogliamo mantenere il parco. E non abbiamo rinunciato al 20% di investimenti che facciamo ogni anno. Le oculate gestioni degli anni passati ci hanno permesso di accantonare delle somme che, con la crisi, sono state erose”.

Paradossalmente il Covid-19 non ha impatti sul parco botanico, che è all’aperto. “In sedici ettari non abbiamo problemi di distanziamento e anche se abbiamo previsto all’ingresso la possibilità di contingentare i visitatori, l’anno scorso non è mai servito”.

L’obiettivo immediato è riaprire, quello futuro è tornare a prosperare. “Negli ultimi anni sono cresciuti i visitatori e, prima della pandemia, avevamo raggiunto risultati che, temo, non si ripeteranno, almeno non presto. Per risollevarsi, il sistema turistico del lago deve essere ripensato ed è necessario fare rete”.

roberto ferrari