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OSSOLA- 17-04-2021-- Perché?

Perché gli escursionisti non riusciranno più a girarle in lungo e in largo, come meriterebbero per la loro bellezza, e quindi per chi cammina sui monti sono quasi perdute.

Perché?

Perché non è più consentito, neanche chiedendo e pagando in Comune a Montecrestese per il pedaggio giornaliero, accedere alle alte valli. Ogni escursione deve partire a piedi da Altoggio.

Tutti sanno che, partendo da lì, delle gite bellissime, come quella al Lago Gelato, si possono fare solo in due giorni, senza rifugi per pernottare, a meno di essere degli sky runner.

La strada permette di risparmiare circa dieci chilometri di asfalto ed è ancora una di quelle a impatto ambientale ridotto, concepita come opera di costruzione e non di distruzione, a differenza di quelle più recenti.

Il Comune di Montecrestese, che non rilascia più i permessi, probabilmente non ha colpe, ma è stato costretto ad agire così per il consueto caos normativo esistente in Italia, non solo in materia di strade di montagna. Il sovrapporsi di leggi e leggine, di origine diversa e spesso in contrasto fra loro, costringe a tutelarsi negando a tutti per colpa di pochi.

Il risultato, come sempre, è che a rimetterci è il cittadino di serie B, meglio identificato come contribuente medio. Della strada potranno usufruire solo i proprietari di case o baite.

Qual è la contraddizione? E’ che le strade sono costruite prevalentemente con contributi pubblici (anche quelle dell’ENEL, che è un ente pubblico), cioè con i soldi del contribuente di serie B, che poi non può farne uso. Ne fanno uso solo i contribuenti di serie A, cioè i proprietari di case e baite e gli imprenditori, i quali possono accedere per costruire altre strade e centrali idroelettriche, con le relative devastazioni sotto gli occhi di tutti quelli che vogliono “vedere”.

L’amara conclusione è che da noi c’è chi le montagne le vuole avvicinare, anche se sono già fin troppo vicine, e chi le vuole allontanare, anche se sono già troppo lontane. Mai una via di mezzo. Lo sconfitto è sempre il buon senso.

Gianpaolo Fabbri