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disegno racconto fiaba bambini

PIEMONTE-05-04-2021--La terza edizione di “Leggende delle Alpi – Il mondo fantastico in Val d’Ossola” di Paolo Crosa Lenz, edito da Grossi, è un atto d’amore verso una terra di alte montagne. Il libro, frutto di trent’anni di ricerca dell’autore, costituisce un catalogo del mondo fantastico del montanaro ossolano ed è allo stesso tempo una dichiarazione di rispetto verso la civiltà alpina. È una raccolta di duecento leggende e fiabe popolari delle nostre valli. Niente è inventato; è la cultura tradizionale degli uomini delle Alpi che parla con la voce dei narratori.

Un elemento comune alle fiabe popolari è il “senso del meraviglioso”, lo stupore continuo per un mondo diverso che ha continui scambi con il nostro mondo reale. Questo senso del meraviglioso, proprio della cultura contadina (la “magia” sempre nuova di un seme che diventa frutto), appare chiaramente nelle fiabe sui folletti e degli “uomini selvatici”, dove la natura misteriosa dei boschi e delle montagne si anima e si personifica per entrare in contatto di incontro e di scambio con i protagonisti reali di questo ambiente, i contadini di montagna, i pastori e i boscaioli. Anche la storia millenaria di questi monti si esprime in strane “leggende documentate” che ci portano l’eco, attraverso il filtro della memoria, di eventi realmente accaduti in tempi antichi.

Il libro dalla splendida copertina perfettamente abbinata al suo contenuto, dove una nonna racconta ai nipoti una favola, ha anche il grande pregio di aver salvato una vitale tradizione orale, un patrimonio di conoscenze e di valori destinati a dissolversi. Tra dieci o vent’anni non sarebbe più possibile (e oggi lo è grazie a ricerche lontane dell’autore), perché stanno scomparendo o sono scomparsi i portatori di questa identità del territorio, i narratori delle fiabe che le conoscevano per trasmissione generazionale da secoli e le vivevano come dimensione di lavoro e di frequentazione d’ambiente.