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DOMODOSSOLA - 23-03-2021 - Un'immagine dell'artista contemporaneo Jannis Kounellis nel 1975 è la foto che nella giornata di oggi, martedì 23 marzo,  Museo Immaginario – L'École des Italiens e M.me Webb Editore presentano da Sali & Pistacchi, in piazza Mecaro a Domodossola. Autore della foto è Giorgio Colombo.

"Colombo non è solo un occhio tecnicamente dotato, ma un professionista intellettualmente ed emotivamente coinvolto. Ugo Mulas affermava che nelle foto di Giorgio Colombo si trova la migliore luce.
Da anni la collezione Panza di Biumo gli affida le proprie opere affinché egli risolva il sofisticato e difficile rapporto tra fotografo ed opera d’arte contemporanea. Giorgio Colombo vive e lavora a Milano".


Jannis Kounellis (1936-2017)

Nato nel 1936 al Pireo, in Grecia, si trasferisce a Roma nel 1956 e si iscrive all’Accademia di Belle Arti. Esordisce nel 1960 allestendo nella capitale la prima mostra personale alla galleria “La Tartaruga” di Plinio de Martiis. Al 1967 risalgono le prime mostre vicine al movimento dell’arte povera, nelle quali l’uso di prodotti e di materiali di uso comune suggeriscono per l’arte una funzione radicalmente creativa e mitica. Influenzato da Alberto Burri e Lucio Fontana, ispirato dal lavoro di Jackson Pollock e Franz Kline, la sua pittura gradualmente diventa scultorea: presenta delle installazioni che diventano delle vere e proprie scenografie e occupano fisicamente lo spazio della galleria. L’opera inizia a contenere animali vivi e talvolta persone, proponendo un’inedita dialettica tra gli elementi inorganici e organici, che circondando lo spettatore, il quale diventa a sua volta attore e protagonista, come nel caso della performance tenuta nel 1969 presso galleria L’Attico di Fabio Sargentini. Nel tempo la ricerca dell’artista prosegue con installazioni venate di maggior pessimismo, nelle quali gli animali vivi cedono il passo a quelli imbalsamati e la fuliggine al fuoco, come nel lavoro presentato nel 1989 all’Espai Poblenou di Barcellona, dove quarti di bue appena macellati erano illuminati da lanterne a olio e fissati a lastre metalliche mediante ganci. Negli anni a seguire l’artista sviluppa un vocabolario sempre più architettonico, trasformando lo spazio espositivo in ambienti labirintici dove articolare materiali e spettatori. Kounellis è stato onorato con grandi mostre, tra le tante si ricordano quelle alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma (2002) e la Neue Galerie Nazionale di Berlino (2008). In un'intervista che poneva l'evidenza sulla sua cittadinanza italiana, si qualificò come artista italiano a tutti gli effetti: «Tale sono e tale mi considero da sempre». Nella stessa, a proposito di pittura, pur non avendo quasi mai fatto «quadri» in senso stretto, Kounellis si definì pittore: «Perché la pittura è costruzione di immagini. Ed è tale se è rivoluzionaria, senza freni per l'immaginazione».