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DOMODOSSOLA-17-03-2021-- Negli ultimi anni alcuni studiosi hanno messo in dubbio le origini romane di Domodossola.

Se nessun resto dell'Oscella Lepontiorum è ancora stato ritrovato sotto i metri e metri di detriti portati dal Toce e dal Bogna nei secoli, è però un fatto che il primo cittadino domese di cui si hanno certe conoscenze sia una soldato romano, Claro Fuenno, la cui tomba fu rinvenuta durante i lavori ad un pozzo nelle fondamenta di uno dei condomini che si affaccia sul viale principale di Domodossola, tra corso Moneta e Corso Ferraris, si chiamava Claro Fuenno, e visse nel I secolo.

I reperti vennero ritrovati negli anni'70, poi scomparvero per quasi mezzo secolo sino al ritrovamento effettuato dai carabinieri del Nucleo di tutela patrimonio culturale di Torino presso un impresario domese. Si tratta di 25 manufatti di varie dimensioni differenti, armi, una punta di una lancia, gioielli, un bracciale, un anello, ma anche un rasoio. Il pezzo più pregiato è un piattello in vetro a mosaico, decorato a nastri il cui valore è stimato intorno ai 100 mila euro.

“I domesi potranno finalmente ammirarli al terzo piano di Palazzo San Francesco- spiega l'assessore alla Cultura Daniele Folino- siamo soddisfatti, grazie all'opportunità che ci ha offerto la Soprintendenza di depositare in città i beni”. Insieme ai reperti di Claro Fuenno quando verrà inaugurato palazzo San Francesco, a fine epidemia covid, ci saranno anche altri beni archeologici che sono stati trovati lungo il fiume Toce.