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DOMODOSSOLA- 07-03-2021--Questa settimana con Gianpaolo Fabbri andiamo in gita a Monteossolano:

Una gita tranquilla cui dedicare mezza giornata, su un versante soleggiato e abbastanza riparato dal vento, che era già stata raccontata, ma con percorso più breve e senza la variante del sentiero Arlo. Per la discesa c’è solo l’imbarazzo della scelta.

GITA N. 28 – O 24 MONTEOSSOLANO

11 FEBBRAIO 2021

Dislivello: 600 m. Tempo totale: 3,5 h.

Le previsioni svizzere, solitamente del tutto affidabili, parlano di vento forte da nord, che di solito significa non stare in piedi. Rinuncio quindi a percorrere la splendida cresta fra Monte Todum e Pizzo Pernice nell’Alto Verbano con gli amici del giovedì. Con un ex alpinista, nonché istruttore taroccato di sci alpino, opto per un dislivello simile, ma a un chilometro da casa e al riparo dal forte vento di cui, per tutto il giorno, non ci sarà traccia.

Certo la meteorologia è materia difficile, non solo in Italia. In orario finalmente “umano” parcheggiamo a Mocogna, 330, e, dopo la chiesetta di San Rocco, imbocchiamo il sentiero in dolce salita per Cisore, in prossimità della fontana. Giunti alla Cappella di Felice Previdoli, lasciamo la mulattiera, che sarebbe il percorso più comodo, e prendiamo il sentiero sulla destra. Ad un tavolo in pietra, che probabilmente serviva per appoggiare il carico e rifiatare durante la salita, teniamo la sinistra. Arriviamo ad un gruppo di case parzialmente diroccate. Invece di andare alla chiesa di Sant'Andrea lungo la trattorabile sulla destra, proseguiamo diritti costeggiando un'azienda agricola, dei prati ben tenuti con filari di vite e dei bei terrazzamenti. Saliamo fino al bivio successivo: a destra c'è la strada asfaltata che sale da Mocogna; noi andiamo a sinistra e arriviamo rapidamente a Cisore, 496.

Anche qui, nella piazzetta centrale dove termina la strada, c'è la chiesetta di San Rocco. Prendiamo il sentiero che inizia a salire. Dopo poche decine di metri si va a destra e s'incontra l'unico tratto veramente ripido, ma ben pulito dalle tante foglie che aiutavano non poco a scivolare. Dopo cento metri circa di dislivello la pendenza s'ammorbidisce  e così sarà per tutto il tragitto, alternando anche tratti in piano a leggere discese.

Dopo un’ora abbondante dalla partenza incontriamo, sulla destra, il sentiero Arlo, pulito e ben segnato. Si tratta di una piacevole variante che porta a Pregliasca, allungando i tempi di poco più di un quarto d’ora, ma risparmiando l’unico tratto di sentiero leggermente esposto, protetto da ringhiere e con l'aiuto di qualche catena, che attraversa la forra del rio Gaggio. In vista di Pregliasca, piccola frazione sull’ultimo tornante della strada per Monteossolano, incontriamo un bivio di piste.

Dovremmo prendere quella che scende a sinistra a Pregliasca in prossimità della strada asfaltata. Noi, curiosi di nuovi percorsi, ci teniamo a destra lungo la pista che finisce circa cento metri sopra le case di Monteossolano. Troviamo in qualche modo il sentiero che scende ad attraversare il rio del Croppo e ci porta in centro, quota 784 (un’ora). Un rapido saluto a cari amici e si imbocca, per il ritorno, la strada comunale asfaltata che, in circa due chilometri e dopo otto tornanti, conduce alla frazione di Barro. Appena oltre le case, sulla destra, si raggiunge l'Oratorio di Sant' Antonio. Qui adottiamo una piacevole variante, che non modifica il tempo di  

percorrenza. Dietro l'Oratorio, infatti, scende  per qualche decina di metri il sentiero dedicato a Pino Cattaneo, un amico che ci ha lasciati nel 2003, grande conoscitore delle nostre montagne. Insieme a Paolo Crosa Lenz scrisse in quell'anno   “Laghi Alpini in Valdossola”, preziosa guida sui 295 laghi del nostro territorio da lui censiti. Alla fine della breve discesa si tiene la sinistra. Il sentiero in falso piano è parallelo alla strada, qualche decina di metri più in basso, e vi risale dopo una ventina di minuti. L'ultimo tratto asfaltato, in piano, riporta verso Cisore. Poco prima scendiamo a destra ad imboccare la mulattiera che chiude l’anello alla cappella dedicata a Felice Previdoli. In pochi minuti torniamo al parcheggio vicino al ponte sul Bogna.

 Gianpaolo Fabbri

 

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