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gita vannino fabbri

PIEMONTE- 24-01-2021-- Gianpaolo Fabbri oggi ci accompagna al rifugio Eugenio Margaroli ed all'Alpe Vannino, con il racconto di un' escursione fatta nel marzo 2014:

 

Premessa.

Questa è l'ultima uscita invernale, ma solo per il calendario. Con l'innevamento eccezionale di quest'anno si può dire che il bello viene adesso per sci-alpinisti e ciaspolatori. Il rifugio Eugenio Margaroli della sezione SEO CAI di Domodossola è una meta classica, alla portata di tutti, in ambiente stupendo. La seggiovia del Sagersboden consente di dimezzare il dislivello e, se fosse ancora troppo, ci si può fermare al Rifugio Myriam, a quota 2050.

RIFUGIO MARGAROLI - ALPE VANNINO

Marzo 2014

Disllivello: 800 m. Tempo di salita: 3 h.

Giornata bella, qualche nuvola nel pomeriggio, ma al Vannino siamo già saliti anche sotto la neve e immersi nella nebbia. Comunque meglio così! La gita è facile e non faticosa, ma da programmare soltanto in condizioni sicure, perché buona parte del percorso è a rischio valanghe, anche nel bosco fra Canza e Sagersboden.

E questo deve essere ben chiaro a tutti coloro che pensano che nei boschi si sia sempre al sicuro. Durante una precedente salita, proprio in quel bosco, contammo cinquantuno slavine di neve pesantissima e, come tale, devastante sul consueto percorso di salita. Slavine di dimensioni ridotte, ma comunque pericolosissime. Riporto il fatto perché ne fummo tutti sorpresi e, soprattutto, ridimensionati nelle nostre comuni credenze in materia di valanghe.

Oggi siamo in tanti e c'è pure la dottoressa a festeggiare il rientro, dopo sei mesi, di due prestigiosi soci del gruppo, assentatisi per importanti manutenzioni. Si parte da Canza, quota 1419, in quattro con gli sci ed in sette con le ciaspole. Si segue l'evidente pista agro-silvo-pastorale (in Italia anche gli aggettivi odorano di burocrazia) e si raggiunge Sagersboden, 1772, in poco più di un'ora e un quarto. Facciamo colazione in attesa del dodicesimo escursionista odierno, che sarebbe anche il quinto sci-alpinista, nonché il secondo restaurato dal punto di vista ortopedico. Proprio perché giustificato dalla convalescenza accorcia la gita salendo in seggiovia.

I tempi sarebbero sincronizzati alla perfezione, se l'impianto funzionasse, ma un guasto imprevisto fa sì che il nostro amico abbia un'ora di ritardo. In due lo aspettiamo e ci ricongiungeremo poi al Vannino con il resto del gruppo. La neve è buona nonostante il caldo e si sale senza problemi lungo la pista sempre evidente. Il panorama dell'Ofenhorn, per gli amici Punta d'Arbola, ci fa compagnia quando, al termine dei tornanti, usciamo dal bosco ed imbocchiamo il lungo falsopiano che conduce al Rifugio Margaroli, in prossimità della diga del lago Vannino e dell’alpe, quota 2194. Da Sagersboden un’ora e mezza abbondante. La bella giornata ha attirato altri escursionisti, anche provenienti da Morasco via Nefelgiù.

Si scattano foto per immortalare il brillante rientro dei due restaurati e si pranza ottimamente, in allegria. A fine pranzo, con la dovuta calma, salutiamo gli amici rallentati dalle ciaspole, che impiegheranno in discesa poco meno che in salita, trattandosi di un percorso di sviluppo molto lungo rispetto al dislivello. Noi sciatori “racchettiamo” un po’ nella parte alta, ma la neve discreta di oggi ci aiuta. Il tratto nel bosco fino a Sagersboden si percorre con molta prudenza e qualche salutare “spazza-neve” per evitare uscite di pista che, in alcuni punti, potrebbero essere assai controindicate. Da Sagersboden una splendida discesa su questa bella pista, perfettamente battuta, ci riconcilia con lo sci facile e divertente.

Con l’auto lasciata a Valdo al mattino risaliamo a Canza a recuperare le altre. La bella giornata finisce con l’indispensabile ripristino del nostro equilibrio liquido in un bar di Ponte.

Gianpaolo Fabbri

 

 

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