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Alessandro Bassa alla gelateria Tu di Villadossola 27 dic 2020

VILLADOSSOLA -29-12-2020 - Non capita tutti i giorni che un locale pubblico ossolano si guadagni fama a livello nazionale. È accaduto ultimamente alla pizzeria – gelateria “Tu” di Villadossola, grazie a uno dei più noti esperti italiani di cucina, gastronomia ed enologia, Paolo Massobrio. Per chi non sapesse di chi stiamo parlando, Massobrio scrive normalmente sui quotidiani “La Stampa” e “Avvenire”, sul periodico “Bell’Italia” ed ha nel suo curriculum giornalistico un’infinità di altre collaborazioni, da “Il Giornale” a “L’Espresso”, da “Gente Viaggi” a “Il Giorno”, a “Vini & Liquori”. Ha partecipato, fra le altre, alla trasmissione televisiva “Melaverde”, su Rete 4, insieme a Edoardo Raspelli e Gabriella Carlucci; alla rubrica “Gusto” del TG5; ha curato la rubrica “Il posto a tavola” su Radio Rai Uno.

Dal 2014 è giudice alla trasmissione televisiva “La Prova del Cuoco” su Rai 1. Dal 2000 pubblica “ilGolosario, guida alle cose buone d’Italia”; è autore di vari libri, fra i quali la serie “GuidaCriticaGolosa”, dedicata ad alcune Regioni italiane, fra cui anche il Piemonte. Nell’ultimo suo libro, “Del bicchiere mezzo pieno, quando nella vita conta lo sguardo”, Massobrio dedica ben tre pagine a “Tu” ed ai suoi gestori, in particolare Alessandro Bassa e il suo socio Maurizio Lunardi.

Racconta lo stupore che ha provato quando, circa un anno fa, è venuto con sua moglie a Villadossola per assaggiare le pizze speciali di Bassa e soci. “Mi si è aperto un mondo”, sono le parole usate dal giornalista per descrivere le sensazioni provate. Sensazioni così positive da parlarne anche in un articolo su “Avvenire” dell’8 gennaio scorso e in un dialogo riportato sulla sua pagina Facebook (guarda il video ).  Nel libro, Massobrio racconta le origini di “Tu”, radicandole nella storia personale di Alessandro Bassa. Una storia di passaggi, cambiamenti, avventure continue; inizia a lavorare come lavapiatti in un ristorante vigezzino per potersi comprare una chitarra e suonare nella Band Oesis (con la “e”, non è un errore: era la cover band italiana ufficiale dei celebri Oasis, composta da giovani ossolani …).

Con loro Bassa suona per qualche anno in giro per tutt’Italia, intanto nel ristorante diventa aiuto pizzaiolo; dimostra evidente predisposizione per questo lavoro, continua a svolgerlo e comincia così ad appassionarsi ai “lievitati”. Poi viene assunto come tecnico alla Vinavil di Villadossola, quindi come direttore tecnico alla “Sarizzo di Crodo”. Cambia ancora lavoro e diventa responsabile commerciale a “La Nord” di Cosasca ma, ad un certo punto, fa una virata di 180 gradi e diventa figura di riferimento nella catena di boutique del gruppo Vietti, alta moda. Infine, altro “salto” da far venire le vertigini: diventa pizzaiolo e gestore di questo nuovo locale pubblico, aperto a luglio 2019, che in pochissimo tempo fa registrare un successo invidiabile. "Si può continuare a vivere nella propria terra se si supera il complesso di inferiorità con la grande città", è il commento di Massobrio al termine di questo racconto, in cui sottolinea più volte il ruolo che “Tu” svolge nella valorizzazione delle risorse locali.

Cita i formaggi del caseificio Dellapiazza di Jodi Maccagno a Cosasca e il rapporto con il maestro panificatore Germano Meneghello di Crodo; una collaborazione  in merito ai lieviti madre che diventa amicizia. Cita l’abbinamento fra le pizze speciali di “Tu” e l’ossolanissimo Prünent. A proposito di questo, Bassa ci rivela che un ruolo fondamentale nell’ideazione dei connubi di sapori, nella ricerca e valorizzazione delle tradizioni ossolane, è svolto da sua moglie Paola, pienamente coinvolta nell’avventura “Tu”.

Tornando al libro, leggiamo tra l’altro che durante il lockdown Bassa ha scritto a Massobrio esprimendo ammirazione per la forza mostrata dai negozi di prossimità: "Se fosse per il suo cuore generoso – scrive il giornalista  - rileverebbe un negozio in un paesino della Valle Antrona, confortato dai giovani suoi coetanei che hanno scelto di non andare via". L’autore descrive in termini esaltanti la manualità come espressione di cura, attenzione, maestria: racconta che, fra le quattro pizze diverse assaggiate quella sera a “Tu”, una aveva un sapore particolare, che le altre non avevano. È stata sua moglie a farglielo notare; poi ha scoperto che si trattava di quella personalmente impastata da Bassa …
Mauro Zuccari

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