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fabbri monte Carza DSCI4817

ALTO PIEMONTE-27-12-2020-- Questa settimana Il racconto di Gianpaolo Fabbri ci parla di un' escursione del febbraio 2014 al monte Carza, il più bel punto panoramico sul Lago Maggiore:

MONTE CARZA

FEBBRAIO 2014

Dislivello: 750 m. Tempo di salita: 5 h. Tempo totale: 6 h.

Un’escursione per tutti, con dislivello modesto, che richiede circa quattro ore con passo tranquillo, si può anche trasformare in un'odissea senza fine al variare delle condizioni della montagna. Per questo vige sempre la sacra regola di non girare mai soli, soprattutto d’inverno. Con tanta neve fresca e pesante può essere un problema imbattersi in un buco nascosto dalla neve, a meno che ci sia una mano amica che ti aiuta, ma solo dopo avere accuratamente immortalato con la macchina fotografica la tua situazione di difficoltà. La giornata è stupenda. Meta sicura e tranquilla è il monte Carza, il più bel punto panoramico sul Lago Maggiore.

Dieci umani ed un quadrupede raggiungono Cheglio, frazione di Trarego. Scesi dalle auto (quota 771), ci accoglie subito uno stupendo scorcio del lago, coperto da un mare di nuvole. In alto c’è tantissima neve ed il bosco è avvolto in un candore surreale, da fiaba di Natale. Si attraversa Trarego e si inizia a salire. Pontetto, Alpe Fodrasca, dove calziamo le ciaspole a quota 900, alpe Schec (937). Fin qui c’è ancora poca neve, ma sopra quota 1000 ce n’è veramente tanta, fresca e pesante. Si comincia faticosamente a batter pista, soprattutto la guida ed un suo anziano assistente, tornato in piena forma.

A Piazza, quota 1048, il gruppo si divide: uno di noi non è in giornata, la gita si profila molto faticosa ed in due lo accompagnano lungo un percorso più breve e meno impegnativo. Nel nostro gruppo non si resta mai da soli. Gli altri cinque raggiungono l’oratorio di Sant’Eurosia a quota 1055. Il sole scioglie la neve sugli alberi e ci si attrezza come quando piove, con copri-zaino e giacche a vento. Fino a qui poco meno di due ore (di solito ci s’impiega un'ora). Si sale a destra nel bosco e si raggiunge la bocchetta, a quota 1181, fra Cima Tondone e Cima Forcola. Fortunatamente conosciamo bene la zona ed abbiamo una guida con parenti Apache, perché la segnaletica è in buona parte nascosta dall’altezza della neve. Oggi non c’è tempo per la colazione. Un sorso di tè e si prosegue, sempre arrancando nella neve alta, fino a Cima Forcola (1303), Monte Pian Bello (1325, il punto più alto dell’escursione) e Cima Ologno (1132), fra brevi salite e lunghe discese.

Camminiamo da tre ore e mezza ed il Monte Carza (1116) è ancora lontano. Ci arriviamo, dopo altri saliscendi ed immersi nella neve sempre più pesante, in un'ora e mezza. L’ultimo tratto, fuori dal bosco e, quindi, con ancora più neve, è il più duro: ci si dà il cambio a batter pista ogni cinque minuti. Sembriamo un esercito in ritirata dopo una pesante disfatta. L’unica differenza è che siamo ben forniti di cibo e bevande, pur non avendo il tempo di farne uso. Ma vale sempre la pena di venir qui, anche con la fatica di oggi. Ci si può anche salire in un’ora comodamente da Trarego, però un po’ di sano masochismo non guasta mai. Dopo una parca e indispensabile pausa pranzo raggiungiamo i tre amici che ci hanno preceduti alle auto e, finalmente, stappiamo una meritata bottiglia di Prosecco, salvatasi miracolosamente soltanto grazie alla precedente situazione di emergenza.

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