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OSSOLA- 22-12-2020-- L’attenzione per la salute e la ricerca del contatto con la natura sono due tendenze di questi anni che si ulteriormente rafforzate con lo scoppio della pandemia da Covid-19. Le Aree Protette dell’Ossola stanno esplorando, assieme ai partner dell’Interreg Alpine Space Healps2 le opportunità che gli ambienti naturali offrono per sviluppare questa nuova filiera turistica, creare occasioni di lavoro e avviare i territori a una crescita sostenibile:

“Si è parlato di queste tematiche- si spiega in un comunicato- il 9 dicembre scorso al workshop transnazionale Health!|Work!|Life! organizzato nell’ambito dell’Alpweek intermezzo 2020 dai partner del progetto Healps2. Tra gli esempi di come sia possibile generare sviluppo grazie all’adozione di approcci innovativi e alla collaborazione tra diversi attori del territorio presentati durante l’incontro online uno riguarda proprio la val d’Ossola. Si tratta del progetto Sociaaalp-Reti Sociali per gli Agro Ambienti Alpini, realizzato grazie a un finanziamento di fondazione Cariplo dall’Ente di gestione delle aree protette dell’Ossola assieme alla Cooperativa Sociale Il Sogno, al Comune di Borgomezzavalle, all’Università degli Studi di Milano, alla Società di Scienze Naturali del Vco e all’Associazione Fondiaria Terraviva. Questo progetto, che in valle Antrona ha messo in rete produttori agricoli, cooperative e istituzioni locali, mira a recuperare coltivazioni tradizionali come quella della segale, valorizzare saperi antichi e preservare il paesaggio terrazzato, offrendo ai giovani opportunità imprenditoriali e ai soggetti socialmente fragili occasioni di lavoro e di emancipazione.

Altri casi presentati nel workshop hanno riguardato la nascita di marchi collettivi, come Valeurs Parc, che certifica prodotti, proposte educative e strutture dei parchi regionali francesi, o i marchi relativi alla ricettività e alla filiera delle carni bovine attivata dal parco transfrontaliero di Nagelfluhkette, tra Austria e Germania. Queste esperienze, simili a quella che le Aree Protette hanno avviato nel 2018 nel progetto Resicets con la certificazione delle strutture ossolane coerenti con la carta europea del turismo sostenibile, dimostrano da un lato che la strada intrapresa è corretta e dall’altro evidenziano che un’offerta strutturata sul territorio, collaborazioni di lunga durata con le imprese, un’immagine forte e un marketing coerente sia su scala locale che nazionale sono elementi da sviluppare per ottenere risultati tangibili.

Una serie di riflessioni utili per la definizione delle future strategie di sviluppo dell’Ossola sono infine emerse dai quattro tavoli online a cui gli 80 partecipanti hanno discusso dei fattori di successo e degli ostacoli a uno sviluppo sostenibile delle aree alpine periferiche, dei valori e desideri dei giovani e dei possibili scenari futuri, sintetizzati efficacemente dai disegni realizzati durante l’incontro da Nicoletta Piersantelli”.