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 Raphael RuesPremio repubblica ossola

DOMODOSSOLA- 04-10-2020--Da quasi un quarto di secolo scava negli archivi elvetici, tedeschi ed italiani per ricostruire le vicende del Verbano Cusio Ossola dal 1943 al 1945, facendo emergere particolari inediti del periodo  bellico, dando un volto ed un nome ai protagonisti di fatti storici e pure ai responsabili di alcuni crimini di guerra avvenuti sul territorio: si chiama Raphael Rues, è svizzero ed è il vincitore del prestigioso premio “Repubblica dell’Ossola” edizione 2020, conferito domenica 4 ottobre nell’ambito delle celebrazioni per il 76° della Zona Libera ossolana.

Classe 1967, cresciuto nel Canton Ticino ad Ascona si è laureato in Storia Economica nel 1996 presso University of Oregon negli Stati Uniti e proprio in quell’anno ha iniziato le sue ricerche sull’occupazione nazi-fascista in Ossola e nel Verbano, traendo ispirazione dall’impegno del nonno materno Giacomo Domingo Candolfi (1906-1997) sindacalista e socialista di spicco nel locarnese, che fu tra l’altro anche tra i fondatori del Museo della Valle Onsernone e del giornale locale “La Voce Onsernonese”, ancora oggi ricordato per il suo ruolo nell’affermazione dei valori di libertà, tutela dei lavoratori, solidarietà.

Se da quasi venticinque anni Raphael Rues si occupa di ricerche relative ad uno dei più difficili e tragici periodi del XX secolo non è però uno storico di professione, dedicando tempo libero e risorse personali a questi studi, avendo lavorato in settori assai diversi, come in quello assicurativo quale esperto informatico, in quanto ha conseguito un Diploma federale di informatico di gestione a Zurigo, un postgraduate in Diritto informatico a Lucerna e nel 2003 un Master nella gestione dei rischi qualitativi presso la University of Leicester, fondando e dirigendo una scuola informatica e di consulenza management a Ginevra-Losanna.

Dal 2015 lavora a Berna all’USTRA ovvero l’Ufficio Nazionale delle Strade, una sorta di ANAS svizzera, come Responsabile della sezione rischi, controlli interni e qualità, vive tra la capitale elvetica e Minusio, in Ticino, ed è sposato con una figlia.

Poliglotta, ottimo conoscitore del tedesco, francese, inglese, italiano e spagnolo, la passione per la storia lo ha portato a conciliare lavoro e famiglia con la ricerca e gli studi e nel maggio 2018 ha intrapreso un percorso per un Dottorato in Storia Moderna presso la University of Leicester (Inghilterra), dedicato allo studio dell’occupazione nazifascista in Ossola e Verbano, che vedrà la sua conclusione nel 2021. 

Nel 2017 ha fondato Insubrica Historica, organizzazione senza scopo di lucro la cui missione è la ricerca e valorizzazione del patrimonio storico legato a questo territorio e proprio con questo editore nel 2018 ha pubblicato il volume “SS-Polizei in Ossola/Verbano”, mentre nel 2019 è entrato a far parte Comitato dell’Antenna Ticinese dei Verbanisti.

Quando a metà degli anni Novanta Rues iniziò a frequentare l’Ossola, tra i primi a cogliere il valore delle sue ricerche ed il potenziale di informazioni che potevano arrivare dagli archivi che consultava, prima mai esplorati anche perché situati in Germania o Svizzera e con l’ostacolo della lingua dei documenti originali inediti, fu Paolo Bologna massimo storico della Resistenza ossolana e studioso del territorio, a cui non a caso è rivolto un sentito ringraziamento sul sito  https://insubricahistorica.ch/2020/08/13/premio-repubblica-partigiana-ossola-2020-per-raphael-rues-di-insubrica-historica/ di Insubrica Historica.

Il quasi venticinquennale impegno delle ricerche di Rues ha portato ad un aggiornamento di quanto scritto in passato sulle vicende resistenziali nel VCO, non in un’ottica di revisionismo ma piuttosto di arricchimento delle conoscenze, oggettive, reali e documentate, facendo emergere per la prima volta responsabilità e ruoli di chi operò dal 1943 al 1945 su questo territorio, anche riguardo ad episodi di rilievo, dall’eccidio di Fondotoce all’uccisione del comandante Di Dio a Finero, fino a consentire la ricostruzione della rappresaglia del 29/8/1944 a Premosello, superando l’attribuzione generica ai “nazifascisti” di crimini di guerra, presentando invece nomi e cognomi e i reparti che li attuarono.

Altro aspetto del lavoro di Raphael Rues, la costante condivisione ed interscambio con altri ricercatori dei frutti della sua ricerca, a partire dall’indimenticato Paolo Bologna, Teresio Valsesia, Pier Antonio Ragozza ed il valido team della Casa della Resistenza di Fondotoce, con cui dal 2016 collabora assiduamente.

Un riconoscimento, quello del premio “Repubblica dell’Ossola”, assegnato ad uno storico e ricercatore che da quasi un quarto di secolo ha lavorato e lavora affinché la memoria del passato sia adeguatamente ricostruita e venga trasmessa alle generazioni future, con il valore aggiunto del fatto che Raphael Rues è svizzero, poiché in passato il premio è sempre stato attribuito solo ad italiani ed è la prima volta che va ad un cittadino di un altro Paese.