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fabbri brumei lago

ANTIGORIO- 20-09-2020-- Gianpaolo Fabbri questa settimana

ci accompagna in alta Ossola, al Passo di Brumei o Bocchetta di Deccia:

PREMESSA. In attesa che lo zoccolo duro dei Trotapian ritrovi le giuste motivazioni e riparta in pieno, un nucleo “pilota” parte in avanscoperta e, con tutte le precauzioni del caso, testa un’escursione lunga e abbastanza faticosa nella speranza di un’estate quasi normale. Il percorso qui descritto abbina ad un discreto dislivello un grande sviluppo. L’ambiente è stupendo … ma questa è l’Ossola.

GITA  N. 15 – Brumei

18 GIUGNO 2020

Dislivello: 1250  m. Tempo totale: 7 h. Sviluppo: 23 km.

Ad anziani forti ed esperti si aggiungono oggi le due signore che sono ormai i pilastri della Sezione Rosa. Ci sono dei lieti ritorni dopo un periodo di attività quasi “clandestina”, seppure consentita dai decreti post pandemia. Sono i primi passi di una sofferta ricostruzione. La nostra guida abituale è ancora in convalescenza dopo un infortunio “sul lavoro” e sta programmando un tour dei più prestigiosi luoghi santi del mondo per ricevere le benedizioni necessarie a superare un lungo periodo di sfiga nera. Splende il sole, ma saranno possibili piogge nel corso della giornata.

Dopo il caffè a Baceno passiamo Croveo e, appena superato il ponte sul torrente Devero, parcheggiamo in prossimità della sbarra chiusa che regola l’accesso a Esigo lungo la strada, sicuramente costruita al 100% con fondi privati. Se no, perché sarebbe chiusa per i contribuenti italiani? Siamo a quota 1000. Seguendo la strada ed un ultimo tratto di sentiero, raggiungiamo in venti minuti l’Oratorio di San Rocco, oltre il quale si apre davanti a noi il vasto altopiano di Esigo. Ci troviamo nell’ampio versante fra i contrafforti di Diei e Cistella a sud ovest e la Valle Devero a nord est. Continuiamo lungo la strada passando da I Pontigioli e ad un bivio proseguiamo fino all’Alpe Agarù,1368. Teniamo la destra, direzione Brumei.

Siamo guidati oggi da un anziano ex alpinista, che si definisce “ormai finito” e “in grave crisi”, accusando malanni di ogni genere dovuti all’età. Forse è per questo che dopo un’oretta a passo molto allegro sul ripido sentiero, comunque pulito e ben segnato, cominciano le proteste e le pause non previste dalla guida. I tempi indicati sui cartelli segnaletici sono stati suggeriti, probabilmente, da uno skyrunner. Finalmente una sosta ufficiale all’Alpe Corte Brumei, 1854. Ancora una breve salita e poi viriamo decisamente a sud est sullo splendido altopiano che ci porta al Lago di Brumei, 1967.

Anni fa avevo trovato questo specchio d’acqua completamente asciutto, mentre oggi ha dimensioni rispettabili e si merita il nome di lago. Camminiamo da circa tre ore. Ci sorprende una leggera pioggia, che si trasforma in grandine, ma è di breve durata. Con salita sempre più ripida arriviamo in meno di un’ora al Passo di Brumei o Bocchetta di Deccia, 2129. Sempre nella stessa direzione, su sentiero ben segnato e inizialmente molto ripido, scendiamo in un’ora al vasto alpeggio di Deccia, 1694. Troviamo dei tavoli per il pranzo, che consumiamo al freddo e con gli ombrelli aperti, che tali resteranno, a tratti, per il resto della giornata.

Scendiamo alle baite più basse dell’alpe, tenendo la sinistra, e ci immettiamo sul sentiero H09a (solo sulla cartina), detto anche dei Squettar o Scuetar, molto evidente, che ci riporta a Esigo in un paio d’ore. Chi si aspettava per il rientro una tranquilla passeggiata si avvale della facoltà di non rispondere. E la pioggia s’intensifica non appena raggiunte le auto. E’ tardi e rinunciamo all’amica birra.

Gianpaolo Fabbri

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