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fabbri mulino gabriel

ANZASCA- 13-09-2020-- Questa settimana Gianpaolo Fabbri

ci accompagna in gita al Mulino dul Gabriel:

PREMESSA. Di Covid 19 si comincia a parlare, ma alcuni scienziati dichiarano “rischio zero”, come ben presto vedremo. Le previsioni meteo non buone ci inducono a proporre un’escursione “tranquilla” (si fa per dire!), a quote basse e su sentieri ben noti, seppure già percorsi solo parzialmente.

GITA  N. 13- Il Mulino dul Gabriel ….... e dintorni

27 FEBBRAIO 2020

Dislivello: 1000 m. Tempo totale: 6 h. Sviluppo: 16 km.

Oggi siamo in tanti, ventuno, e c’è anche un quasi esordiente che viene dal Cusio. C’è sempre la forte e coraggiosa signora che bada ad almeno sedici anziani. Parcheggiamo sopra Cimamulera in località Madonna, in prossimità, appunto, della chiesetta della Madonna delle Grazie. Siamo a quota 550. Percorreremo oggi, ancora una volta, i sentieri della Via del Pane che raccontano sempre tanta storia di questo tratto della bassa Valle Anzasca.

Si parte con il sole, ma sappiamo che non ci accompagnerà per tutto il giorno. L’unica certezza, per ora, è che non troveremo il subdolo strato di ghiaccio che due anni fa, su questa bella mulattiera, costò cinque costole ad un amico. Dopo una breve discesa attraversiamo una valletta e risaliamo a Meggiana, 520, dove incontriamo il primo dei tanti forni per la panificazione. Passiamo poi da Meggianella e risaliamo alla grande cappella di Borca, 629. Qui troviamo un amico dei nostri soci di Pieve Vergonte che si sta occupando dell’organizzazione di una prossima gara di corsa in montagna. Lui è stato un grande atleta di questa specialità e ci permettiamo subito di considerarlo socio onorario del nostro gruppo e di camminare un po’ con lui. Ci omaggerà anche di un bellissimo filmato, eseguito con il suo drone, che recepisce perfettamente lo spirito dei Trotapian. Arriviamo a Pero, 625, poi a Villasco, 694, e di qui al “Mulino dul Gabriel”, sulla destra orografica del Rio Preggia.

Camminiamo da un’ora e mezza e ci concediamo una pausa contemplativa. Di qui il sentiero sale ripido nel bosco di faggi e ci porta, in poco più di mezz’ora, sullo splendido balcone di Drocala, a quota 940, luogo ideale per una breve colazione. Intanto compaiono le prime nuvole e l’aria si rinfresca, ricordandoci che è ancora inverno e che i venticinque gradi dei giorni scorsi erano una pura illusione. Per fortuna! Poco sopra Drocala arriviamo in una radura, in prossimità dell’Alpe Prailer, dove troviamo una vecchia fontana. Qui i sentieri si dividono. Noi teniamo la sinistra (occidente), proseguendo fino all’Alpe La Barca, 1094, e l’Alpe Prer, 1150, la Cima Coppi del tour odierno.

Circa tre ore dalla partenza, pause escluse. Cerchiamo di ripararci al meglio fra le baite per mettere qualcosa sotto i denti al riparo dall’aria gelida che ci manda il Monte Rosa. Le giacche a vento leggere oggi hanno scarso successo, alla faccia del “riscaldamento globale”. Saliamo rapidamente a fotografare la cappelletta con il suo campanile in miniatura che si trova nel vasto ripiano sopra l’alpe. E poi discesa in picchiata fino a Olino, 845, e Crotto, 630. Di qui raggiungiamo rapidamente Ielmala, 658, e scendiamo a Castiglione, 514, su sentieri sempre evidenti. Risaliamo a Case Paita e, a Borca, chiudiamo l’anello odierno. Troviamo il tempo di immortalare l’amico con le cinque costole ben saldate sull’innocuo scivolo traditore che ben ricorda. Ripassando da Meggianella e Meggiana ritorniamo al parcheggio, accompagnati da un’improvvisa nevicata che ci ricorda che è ancora febbraio.

 Gianpaolo Fabbri

 

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