walser antica bn mix

FORMAZZA- 12-09-2020-- Veramente un esempi

di condivisione a livello globale, il libro walser di Cristiahn Bühler. A volte dietro un piccolo ritrovamento, si cela una grande storia. Storie delle Alpi, storie formazzine, quelle scritte in questo libro del 1900.  Bühler, svizzero grigionese, nato nel 1903 a Tschappina, redattore dell'opera, fu professore e politico per la sua comunità, dagli anni venti del novecento.  Sono però gli anni '70, quando Bȕhler decide di imprimere su carta, ''Aus Der Geschischte der freien walser'', una romanzata versione delle imprese degli antenati, quando i contadini delle lande nordiche nel 1300 arrivarono nelle terre alte di Svizzera e Formazza, confinanti tra loro.

Una storia che colpì Johanna Aeschback, la signora svizzera che recuperato il documento, ne vorrà tradurne il contenuto in inglese americano, una volta emigrata nelle terre americane, per i suoi amici e figli che poco conoscevano le origini walser dei loro antenati. Decenni dopo, il libro ritorna alle terre d'origine tramite vie alternative, con il nome inglese da ''walser liberi'', cioè ''A Saga of The Free Walser''.  La storia romanzata riporta le vicende di alcuni popolani, nella condizione di lasciare i propri cari per l'avventura nelle terre d'oltralpe d'Italia.

Notevoli i dettagli sugli usi e costumi dell'epoca, con menzioni ai primi colonizzatori svizzeri in Formazza, dall' Obergoms, attirati dalle pianure verdi racchiuse dai monti e dalle anse del fiume Toce, la dove ora si erge la frazione di Riale. Dapprima visitatori della zona per i commerci, riuscirono nell'impresa di popolare le terre alte di Pomatt. Le vicende successive si sviluppano tutte nelle valli formazzine, con personaggi e situazioni storiche realmente accadute e riportate fedelmente da Buhler. La misteriosa copia del manoscritto tradotto in tre lingue (tedesco, inglese e italiano) continua a far parlare di sé in tutto il mondo, quasi un secolo dopo la sua pubblicazione.  

Vittorio Manini