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OSSOLA- 30-08-2020--Le nefaste vicende dei dissesti

idrogeologici nel Vco, ma soprattutto in Val d’Ossola, sono storia oscura che perseguita queste terre e i suoi abitanti fina dalla notte dei tempi. Numerose sono le vicende che riguardano il letto dei fiumi di questo lembo estremo di Piemonte, e questa settimana si ricordano le dinamiche di 120 anni fa nel 1900, dove nella settimana terminale di agosto di quell’estate, paradossalmente calda e molto arida per le colture locali (addirittura a portare i popolani delle valli ad organizzare manifestazioni religiose per far piovere) un’incredibile piovosità perdurata pochi giorni riuscì a devastare i paesi della Val Vigezzo e della Bassa Ossola, soprattutto Premosello Chiovenda e Beura Cardezza. Per la frana di Cuzzego ci furono sette morti e tre persone gravemente ferite.

In quest’ultimo paese, 14 case vennero inghiottite dalle furie del rio Loana, portando detriti a valle per 30 ettari. Cardezza vide enormi massi fuoriuscire dal rio Vallegia distruggendo pascoli e case. A Premosello tutte le case del paese vennero sommerse dall’acqua, dal pietrisco e dalla melma fino al tetto. Nel comune di Vogogna, gli avvenimenti più importanti riguardarono la frazione di Prata e l’omonimo rio che la percorre. A Cuzzego la coda terminale della perturbazione portò a una frana devastante nel settembre successivo. Nel complesso si registrarono molte vittime. Dal centro studi geofisici del complesso Rosmini di Domodossola, attivo all’epoca, vennero diramati molti dati su quel periodo: nonostante la siccità di inizio anno, la seconda metà del 1900 ricolmò il deficit di rovesci in valle Ossola, addirittura superandolo del 50% (la piovosità media era circa 1500mm/anno, nel 1900 ne caddero 2300 circa in pochi mesi). Nel Verbano, a Intra, la vicenda venne ricordata dalla targa riposta all’altezza di molti metri nei pressi della statua di Garibaldi, come in Ossola, a Varzo, dove sull’albergo Tronconi si trova la scritta commemorativa dell’altezza delle acque in quell’anno così bizzarro.

Curioso notare come già il Corriere della Sera, nella Domenica del Corriere, usciva a settembre del 1900 con una copertina dedicata alla val D’Ossola, lanciando una petizione nazionale dedicata al sostentamento dell’area colpita. Il lungimirante giornalista che scrisse il pezzo, diede la colpa degli incidenti naturali all’innalzamento delle temperature, alla poca cura dei boschi e alla noncuranza nel costruire strade e strutture aumentando il rischio idrogeologico dei paesi (foto Trabucchi e Beltrame per Domenica del Corriere).

Vittorio Manini

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