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 furka ghiacciaio rodano

FURKA- 16-08-2020-- Il ghiacciaio più antico delle Alpi,

si trova a pochi chilometri dal confine Italo svizzero della Valle Formazza, al culmine della Valle di Goms e del Canton Uri, vicino al Passo della Furka. È il ghiacciaio del Rodano, ambita metà turistica, addirittura con la presenza delle troupe di James Bond, negli anni settanta. Qui le scene ritraevano il celebre inseguimento sulle strade del passo con l'ancora abbondante ghiacciaio che in lontananza faceva da sfondo alle imprese della spia inglese e dei suoi nemici.

Ghiaccio che ora si fa fatica a intravedere dalle stesse prospettive, lungo l'arteria principale che collega il canton Vallese con il canton Uri. Per poter osservare la rimanenza della lingua glaciale bisogna addentrarsi nella valle da esso scavata nei millenni, un immenso bacino di ghiacci e acqua che dà vita all'omonimo fiume, uno dei più imponenti d'Europa. Prende vita da questo massiccio alpino, insieme al Reno, altro enorme fiume nordico, poco distante.

La triste sorte di questo ghiacciaio, già da decenni vittima del riscaldamento globale, viene studiata dagli esperti. Un inedito sistema di teli è stato posizionato sulla parte terminale del ghiacciaio, dove esiste una galleria interna che porta nelle viscere del ghiacciaio i turisti. I teli posizionati in questo modo, con una parte riflettente esterna, porta a condizioni di temperatura assai più bassa i ghiacci sottostanti, permettendone una maggiore conservazione nel tempo. Addentrandosi nell anfiteatro del sottosuolo, si nota con tristezza che tutto cola, rivoli d'acqua segnano il ghiaccio blu della calotta interna.

Se la temperatura rimarrà su questo trend di innalzamento, delle grotte potrebbero rimanere soltanto un ricordo.  Sono calde le giornate estive, anche a 2400 metri di quota. Le lingue glaciali lunghe chilometri che scendevano fino a "Gletsch" sono solo un ricordo. In duecento anni il ghiacciaio ha perso chilometri di lunghezza. Ma la speranza è sempre l'ultima a morire, e le intraprendenti maestranze elvetiche sono qui a dimostrarlo, con telo sul bianco, della neve. 

Vittorio Manini

 

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