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VCO-NOVARA- 19-07-2020--Ecco la nuova gita di Gianpaolo Fabbri

che ci accompagna al Grande Est di Devero.

PREMESSA. Il Grande Est di Devero, ma su altri sentieri, era già stato descritto in precedenza. Qui racconto un’escursione più breve, con dislivello inferiore, ma che diventerà per me un “giro del cuore” perché mi ricorda un carissimo amico che è “andato avanti” e adorava quell’angolo di pace e bellezza che è l’Alpe della Valle.

IL GRANDE EST

26 SETTEMBRE 2019

Dislivello: 510 m. Tempo totale: 3 h 50’. Sviluppo: 12,25 km

Circa due settimane fa ero passato da questi luoghi paradisiaci con una cara amica che voleva condividere con me dei bellissimi ricordi, anche se molto tristi. Ci torno oggi con gli amici consueti. Siamo tredici, fra cui due signore e tre esordienti, in una giornata inizialmente piovosa, che più tardi ci riserverà tante nuvole e qualche sprazzo di sole. Torna in gruppo anche Asia. Nonostante il giorno infrasettimanale di fine settembre, a Devero, 1631, c’è gente e sembra che non serva “avvicinare le montagne”. Parcheggiamo all’aperto, oltrepassiamo il ponte e teniamo la destra. Altro ponte per tornare sulla sinistra orografica del torrente Devero ed inizia la morbida ascesa sul bellissimo sentiero nel bosco, con gli ombrelli aperti. Un tallone traditore mi condiziona anche oggi, ma il passo tranquillo mi permette di stare in gruppo. Dopo mezz’ora siamo a Corte d’Ardui, 1748.

Un bel gruppo di maiali sta trascorrendo qui, oziosamente, l’estate e i primi giorni d’autunno. Probabilmente il prossimo anno riceveranno il cambio. Poco dopo attraversiamo Crampiolo, 1767. Teniamo la destra e saliamo in breve alla dighetta di Codelago, 1856. Ci teniamo sulla sponda sud orientale del lago, percorrendo la pista pianeggiante che, due settimane fa, richiedeva gli stivali da pesca per evitare contatti troppo ravvicinati con le bulacche che la riempivano. Una recinzione elettrificata parallela alla strada, anziché trasversale, forse avrebbe risparmiato un sentiero della GTA senza creare troppo disturbo alle ben amate vacche, ora discese a fertilizzare più a valle. Finalmente possiamo chiudere gli ombrelli. Al primo bivio teniamo la destra e saliamo verso l’Alpe della Valle, 2048. Il ponticello che attraversa il rio omonimo è stato rimesso al suo posto dopo la buzza estiva. Questo è l’angolo di paradiso dove il mio amico voleva riposare. Prima del rio prendiamo il sentiero che sale a destra per qualche decina di metri e poi attraversa, pianeggiante, le splendide radure e le torbiere del Grande Est. Il Monte Cobernas ci sovrasta alla nostra sinistra. All’Alpe Corte Cobernas, 2007, dopo un’altra mezz’ora, facciamo colazione.

Nuvole e piccoli sprazzi di sole adesso si alternano. Proseguendo incontriamo una leggera salita ed un’altrettanto leggera discesa, costeggiamo il primo laghetto di Sangiatto, quasi asciutto, e raggiungiamo l’alpe che produce, insieme ad altre sei, il famoso Bettelmatt, 2010. Costeggiamo un altro dei laghetti, più che altro un grande stagno, e seguiamo la pista trattorabile che scende a Crampiolo. L’orario ci consente di scendere a valle per arrivare in tempo alla buona pappa di Croveo. Chiudiamo l’anello a Corte d’Ardui e, rapidamente, raggiungiamo Devero. Mirella ci tratta bene, come sempre.

Gianpaolo Fabbri

 

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