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lago orta vista

LAGO D’ORTA - 13-07-2020 -- Fra le realtà lavorative

messe più a dura prova dall'emergenza coronavirus c’è anche quella delle guide turistiche, figure molto importanti in quanto artefici della trasmissione, valorizzazione e interpretazione del patrimonio di un territorio.


La passione per il proprio mestiere è una leva importante nello sviluppo di competenze necessarie a svolgere al meglio questa professione; la dedizione però non basta, ad essa, infatti, va affiancato uno studio continuo capace di nutrire competenze specifiche che spaziano dalla conoscenza del patrimonio storico-artistico, culturale, etnografico, etno-antropologico, geografico ed enogastronomico alle competenze specifiche nella legislazione del turismo e sulla tutela dei beni culturali ed ambientali.
Oggi analizziamo la situazione del comparto turistico attraverso la riflessione di una guida turistica abilitata del territorio; ecco le parole di Marilena Barbaglia - referente di Infolagodorta, realtà che si occupa di visite guidate, gite e tour nei territori del lago d'Orta.


“Il nostro settore è stato molto danneggiato dal covid e fra tutte le professioni turistiche, quella della guida turistica, è stata una delle più colpite. La nostra attività, rivolta a turisti in gran parte stranieri, inizia all'incirca a marzo e viene programmata con molto anticipo: i tour e le visite vengono prenotati due, tre e anche sei mesi prima se si tratta di tour operator stranieri. Quest'anno si prospettava una stagione turistica intensa, avevamo i calendari pieni di prenotazioni, a partire da febbraio, però, in corrispondenza con l'inizio della pandemia, sono arrivate le prime cancellazioni e man mano che la situazione si aggravava, gli annullamenti sono diventati giornalieri, fino a cancellare completamente gli appuntamenti di lavoro. Su questa situazione ha inciso sicuramente il fatto che l'Italia è stata la prima nazione in Europa in cui è scoppiata la pandemia, in particolare il nord Italia, dove si trova il distretto dei laghi, con una pubblicità mediatica di ritorno negativa che ha causato la fuga dei turisti.
La situazione attuale vede per i viaggi di gruppo, in gran parte stranieri, settore sui cui è incentrata la nostra attività e che, in quanto prenotata, garantisce sul territorio una presenza costante, su più giorni con visite estese a tutto il territorio -dalle risaie fino alla montagna- e assicurata indipendentemente da certe variabili come le previsioni del tempo, qualche isolata riapparizione, ma niente di paragonabile a quello che è la nostra media di stagione; il turismo individuale, invece, sta tornando, italiano principalmente, legato alla voglia di evasione a cui hanno portato i mesi di lockdown.
Prese di mira sono le mete classiche delle gite giornaliere: Stresa o Arona sul lago Maggiore, Orta sull’omonimo lago, le montagne dell'Ossola, spiagge, isole e borghi si riempiono di visitatori ma si tratta di un turismo mordi e fuggi, che scompare se le previsioni del tempo sono negative e con una capacità di spesa limitata, probabilmente dovuta alla crisi economica, poco propenso ad utilizzare servizi come appunto le visite guidate…. Noi guide turistiche abilitate siamo il collegamento tra i turisti e il territorio, che promuoviamo in tutti i suoi aspetti da quello artistico, storico, paesaggistico fino a quello economico eppure lo Stato non ci considera al pari di altre professioni culturali a cui in questo periodo ha riconosciuto stipendi pieni...
A noi, in 4 mesi, solo 1.200 euro, non certo sufficienti a garantire una vita dignitosa…eppure le tasse e i contributi vanno versati regolarmente. Forse si potrebbe suggerire allo Stato, alle Regioni, ai Comuni anziché una politica assistenziale, come quella dei bonus elemosina una-tantum, una politica promozionale che preveda un contributo pubblico alle guide a fronte di servizi turistici a favore del territorio: una forma di collaborazione tra noi e le Amministrazioni che risulterebbe sicuramente più proficua e dignitosa.
Per il futuro molto dipenderà, oltre che dall'evolversi della pandemia, proprio dalle politiche di promozione degli enti preposti al turismo, se non ci si saprà organizzare in tempo, alla stagione disastrosa 2020, potrebbe seguirne un'altra uguale e peggiore nel 2021…”
r.a.