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gita tre passi trotapian

VCO- NOVARA- Ecco vi la descrizione

del "Giro dei tre passi" raccontata da Gianpaolo Fabbri:

"PREMESSA: Si tratta della versione ridotta del più noto Giro dei Cinque Passi, rispetto al quale mancano il Passo Andolla e il Passo Busin. Escursione, comunque, di tutto rispetto, abbastanza lunga e faticosa, con su e giù che possono “tagliare le gambe” non allenate. Siamo nel bellissimo versante a nord del bacino dell’Alpe dei Cavalli, lago di Cheggio per gli amici.

GITA  N. 215- GIRO DEI TRE PASSI- 21 AGOSTO 2019

Dislivello: 1000 m. Tempo totale: 5 h 35’. Sviluppo: 10,82 km

Bella giornata. Due forti signore accompagnano cinque anziani ed un giovanotto in odore di pensione. Una delle signore rientra in gruppo dopo una dura estate di lavoro in Sardegna. Sono due le guide, indigene o quasi. Parcheggiamo in prossimità della diga di Cheggio, 1497, e c’inerpichiamo subito lungo il sentiero che sale a destra. Il pendio è inizialmente ripido. Al primo bivio teniamo la sinistra e la pendenza si attenua. Stiamo costeggiando, qualche centinaio di metri più in alto, la sponda nord-orientale del grande lago. Primi bellissimi scorci su Weissmies e Andolla. Raggiungiamo, alla fine del lungo traverso, un bellissimo cane di sasso, direi di razza San Bernardo, con la guancia destra decorata dal segno bianco e rosso del sentiero C26A. Siamo a quota 1800 circa, all’Alpe Teste Inferiore (un’ora). Di qui si torna a salire in modo serio e si arriva ai ruderi dell’Alpe Teste Superiore, 2001, come indica un cartello. Ci concediamo una breve colazione. Riprendiamo a salire e, dopo un’ora e mezzo circa, siamo al Passo della Preia, 2327, che domina anche l’alta Val Bognanco. Più sotto delle splendide stelle alpine, solo fotografate ovviamente, ci confermavano che qui, fortunatamente, il transito dell’homo sapiens non è frequente. Proseguiamo sulla destra, attraversando in leggera salita e, in breve, arriviamo al Passo Castello, 2366, la Cima Coppi di oggi. E’ uno stretto valico fra due alte pareti rocciose, bellissimo. Facciamo acrobazie per una meritata foto di gruppo. Lungo un canale erboso abbastanza ripido scendiamo un centinaio di metri, per poi attraversare verso destra e risalire dolcemente alla Bocchetta dei Pianei, 2325. Leggera discesa e, deviando a sinistra, risaliamo con percorso libero al Lago di Pianei Superiore, 2352, che ha ancora qualche residuo di valanga sulla sponda opposta ed è dominato dal Pizzo Montalto (un’ora). Qui, dopo le discese ardite e le risalite, come cantava il grande Lucio, ci fermiamo a rifocillarci: non si salirà più. La pausa è breve e ci abbassiamo a riprendere il sentiero principale C26 che scende dalla Bocchetta dei Pianei all’Alpe Pianei, 2179. Dop tre quarti d’ora siamo all’Alpe Pasquale Inferiore, 1876 (quella Superiore mi è sfuggita). Di qui proseguiamo in leggera discesa verso sinistra, lungo un tratto con catene e attraversando una valletta,  fino all’Alpe Bisi, 1780. Meritata pausa e ripida discesa fino a chiudere l’anello poco più in basso. Di qui ripercorriamo fino alle auto il percorso iniziale del mattino. Una birra al bar Alpino conclude la giornata.

Gianpaolo Fabbri

 

 

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