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pennelli fotoNOVARA - 14-05-2020 -- Per la rubrica

"Donne novaresi nella storia", l'appuntamento di oggi è con Olga Biglieri. Ecco il suo profilo

Olga Biglieri nacque a Mortara il 15 marzo del 1915, ma nel 1926 si trasferì con la famiglia a Novara. Grande amante del volo, imparò a volare, prima a vela,  presso l'Aeroclub di Cameri, prendendo il brevetto di pilota a sedici anni, poi a diciotto quello per il volo a motore. Poiché amava disegnare si iscrisse all'Accademia di Brera di Milano. Fu attratta dal Futurismo ed in particolare dall'aeropittura, declinazione pittorica del Movimento di Marinetti, in cui l'espressione del mito della macchina e della modernità, sottolineava l'entusiasmo per il volo e la velocità dell'aeroplano. Nel 1935 conobbe  lo scrittore Ignazio Scurto (inventore insieme a Di Bosso della cravatta futurista), si sposarono nel 1939 ed ebbero due figlie.


Avvicinandosi al Futurismo ne  conobbei maggiori esponenti, in particolare quelli veronesi, ad una serata futurista svoltasi a Novara. Marinetti la conobbe per caso vedendo il suo quadro "Vomito dall'aereo" nella vetrina di un corniciaio di Milano e la invitò ad esporre alla Biennale di Venezia nel 1938. Lì, la Biglieri portò l'opera "L'aeroporto abbraccia l'areroplano" firmato con lo pseudonimo "Barbara, aviatrice futurista". Marinetti la definì una aeropittrice geniale.
Nel marzo del 1938 la Biglieri tenne la sua prima personale al Broletto; partecipò a diverse edizioni della Biennale e alla Quadriennale di Roma, nonché alla Mostra d'Oltremare a Napoli. Nel 1939 illustrò il libro del marito, "L'aeroporto", nel quale la protagonista Tulliola si rifà alla sua esperienza.


Si allontanò dal Futurismo in seguito alle affermazioni maschiliste apparse nel Manifesto, ma espose ancora come futurista alla Quadriennale di Roma nel 1943. Approdò quindi al movimento pacifista e femminista,
Nel 1954  rimase  vedova del marito, si trasferì in Val d'Ossola con le figlie e per quindici anni non dipinse più, dedicandosi al giornalismo nel settore della moda. Nel 1959 acquistò una casa a Roma e riprese l'attività pittorica che per un certo periodo aveva tralasciato.Fondò l'agenzia di stampa "Telex-press"; si dedicò alla scrittura per l'infanzia  ed organizzò eventi e sfilate di moda. Ritornata all'acquerello, negli anni Settanta si accostò alla pittura di strada ed ai murales. Iniziò anche a viaggiare all'estero, da Cuba al Canada, dall'Unione Sovietica al Giappone. Nel 1978 partecipò al Festival Mondiale della Gioventù a Cuba e nel 1988 pubblicò l'autobiografia "Barbara dei colori".


Nel 1981 le venne chiesto dalla pacifista nipponica Machiyo Kurowama di poter partecipare all'attività di laboratorio con i bambini nel quale Olga era impegnata. Nacque così "L'albero della pace" un insieme di frasi e mani colorate dispiegati su un telo lungo dieci metri. Ciò a sostegno della pace dove intellettuali sopravvissuti al disastro nucleare lasciarono l'impronta delle loro mani. L'opera fu poi donata al Museo della Pace di Hiroshima nel 1986.


"'L'albero della pace" giunse anche a Roma nel 2002 per il venticinquesimo anniversario di pontificato di Papa Giovanni II. Olga era morta nel frattempo il 10 gennaio dello stesso anno.


Manuela Peroni Assandri