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via rina musso

NOVARA -07-05-2020 -- L'appuntamento di questa

settimana con la rubrica "Donne novaresi nella storia", vede protagonista Rina Musso. Questo il suo profilo.


Il 26 agosto 1944 fu un sabato di terribile rappresaglia: a Vignale tredici persone furono trucidate dai nazifascisti. Una donna di piccola statura si adoperò per ricomporre le salme e successivamente si recò dal Vescovo, Monsignor Leone d'Ossola per avere i soldi per tredici bare. Soldi che non c'erano e che solo grazie all'intervento di un industriale di Ghemme che versò ventimila lire per le bare. Quella donna era Rina Musso, nata Cronilde Del Ponte, il 26 dicembre del 1898 a Momo, in una modesta famiglia di agricoltori. Diplomatasi alle Magistrali, nel 1922 sposò il maestro Mario Musso e si dedicò all'insegnamento per oltre quarant'anni. Donna di grande fede, divenne patronessa delle carceri, presidente provinciale delle donne cattoliche, organizzatrice di viaggi a Lourdes. Nei terribili anni della Guerra Civile italiana sostituì il marito nella direzione dell' orfanatrofio Dominioni; Mario Musso era stato fatto fatto prigioniero in Polonia e la moglie iniziò a collaborare con il presidente Ludovico Bertona. Nei sotterranei dell'orfanatrofio, Rina Musso, in accordo col Professor Fornara ed altri medici, iniziò a nascondere partigiani feriti, munizioni e medicine per gli ospedali da campo dei ribelli. Allo scempio di Vignale si aggiunse poi l'assassinio di Bertona in Piazza Martiri e l'eccidio di Piazza Cavour. Avvenimenti a cui la Russo assistette e che non poté mai più dimenticare.


Rina Musso fu una grande protagonista degli eventi succedutisi  durante la Guerra Civile ed anche successivamente fu donna forte e volitiva che, dopo una breve parentesi nella politica, si dedicò totalmente alle opere di carità e di sostegno per i più bisognosi. Scàlfaro, Doppieri, Pavesi aiutarono la maestra nella realizzazione della Casa di protezione della Giovane e la Casa per gli ex carcerati.
Nei suoi 91 anni di vita, morì infatti nel 1989, Rina Musso fu sempre a fianco dei più poveri, dei diseredati, degli abbandonati. Novara le ha dedicato una via alla Bicocca, quartiere dove aveva insegnato per molti anni.


Manuela Peroni Assandri