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DOMODOSSOLA - 20-04-2020 - È di questi giorni la notizia che verrà rimandata al 2021 la mostra estiva in programma a Palazzo San Francesco. Per approfondire la decisione abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Antonio D’Amico, storico dell’arte e, da tre anni, Curatore dei Musei Civici di Domodossola. 
 
Con un velo di tristezza abbiamo letto del posticipo della mostra, è un peccato ma non si poteva fare altro... Come è stata presa questa decisione? 
 
La scelta è stata presa a malincuore ma era necessaria e doverosa per via di questa complessa situazione del COVID 19 che il comune sta affrontando in questo periodo e che avrà delle importanti ricadute anche nei prossimi mesi, sia sul fronte economico che turistico. Alla mostra erano state destinate significative risorse economiche e impiegarle in questo momento difficile non è corretto perché altre esigenze più doverose per il bene di tutti hanno la priorità. Rimandare la mostra al 2021 significa poter avere più tempo per lavorare al progetto e per ripensare a un evento che sappia rilanciare nuovamente e con ancora maggior forza la città di Domodossola sul piano culturale, proprio come si stava facendo da questi ultimi anni. Non solo, il 2021 sarà l'anno di Palazzo San Francesco perché riapriremo il Museo con il riallestimento delle collezioni civiche. Il cantiere adesso è fermo ma quando si potrà tornare a lavorare procederemo spediti per restituire alla città un patrimonio molto importante. 
 
A cosa è dovuta la scelta del tema? C’è un nesso tra il ritrovamento dell’Antico Sipario del Teatro Galletti, realizzato nel 1882 da Bernardino Bonardi, e la “Belle Époque”? Che cosa lega la Città di Domodossola a questo florido periodo storico?
 
L'anno scorso con la mostra dedicata al Futurismo ho avviato una modalità di ricerca che è piaciuta molto e ha incuriosito, cercando di incrociare la storia della città Domodossola con l'arte degli stessi anni. Dunque anche in questo caso il progetto prevede il medesimo intreccio tra storia locale e arte e la Belle Époque a Domodossola ha dei risvolti intriganti che sarà molto interessante scoprire insieme, ma non voglio svelare nulla. Posso solo dire che, finito il restauro, il sipario sarà uno dei protagonisti della mostra, del resto quando Bonardi lo porta a compimento per il teatro Galletti la città respirava in pieno il clima della Belle Époque.  
 
Da qualche mese è iniziata una gara di solidarietà per provvedere al restauro: diversi sono i finanziamenti arrivati da enti pubblici, fondazioni e privati cittadini. Come sta avvenendo il restauro?
 
Per il restauro del sipario, prima di tutto siamo ricorsi allo strumento dell'Art Bonus, una piattaforma disposta dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, chiedendo ad alcuni privati di rispondere per portare a compimento una fase del restauro. Aderendo a questo sistema di sponsorizzazione il privato ottiene un importante sgravio fiscale. Inoltre la grossa parte del restauro è coperta da un contributo che ci ha appena concesso la Fondazione Cariplo. Dunque appena sarà finita la quarantena il sipario è pronto per essere spostato presso lo studio del restauratore che si è aggiudicato il lavoro. Questo contributo, tra l'altro, è arrivato durante questo periodo di quarantena, ciò vuol dire che la cultura a Domodossola non si è fermata, anzi, lavoriamo per il futuro, per concepire nuovi progetti e nuove modalità di fruizione del nostro patrimonio. 
Occorrerà pazientare fino al 2021 per ammirare l’opera o verrà esposta prima? Quale sarà la sua collocazione? 
 
I lavori inizieranno subito dopo la fine di questo periodo di fermo forzato e ci vorranno un bel po' di mesi, dunque la prima volta che potremo vederlo sarà in mostra e in seguito il sipario troverà una collocazione che al momento non posso anticipare. Domodossola possiede un centro storico invidiabile, infatti, Piazza Mercato e dintorni sono un biglietto da visita straordinario, sono una sorta di museo diffuso, un susseguirsi di arte, dall'architettura al decoro, alle attività tutt'intorno, con i negozi, i musei, la collegiata, un vero e proprio centro nevralgico che rispecchia la città rinascimentale. Questo splendore racconta il sipario, di una città viva, dinamica, florida. Dunque la sua collocazione finale sarà degna di cotanta importanza e bellezza.  
 
Anche altre due importanti opere sono in restauro. Le vedremo esposte alla mostra del 2021?
 
Si tratta del Ritratto di Giustina Gennari dipinto da Carlo Giuseppe Borgnis e del ritratto di signora con abito della Valle Vigezzo il cui restauro è in fase di ultimazione e presto torneranno a Domodossola ma non saranno esposti in mostra. Questi due restauri si sono resi possibili grazie a un privato che ha risposto al nostro appello sulla piattaforma dell'Art Bonus e sono per noi molto importanti perché si tratta di opere di grande rilievo per la storia del costume tipico ossolano e perché grazie a questo restauro restituiremo alla produzione di Borgnis un suo capolavoro. Questo è un argomento a cui tengo particolarmente, infatti, grazie al contributo e alla sensibilità del Soroptimist Club del Verbano, pochi mesi fa sono partiti per il restauro anche il manichino e l'abito della Valle Vigezzo che potranno così sommarsi ai due manichini con abiti d'epoca già restaurati lo scorso anno ed esposti alla mostra sul Futurismo. L'obiettivo è proseguire con il restauro anche degli altri manichini con i rispettivi abiti per poter esporre definitivamente questo importante patrimonio sulla storia del costume ossolano. 
 
Nel 2019 accanto alla mostra sono nate diverse iniziative culturali: la ‘lectio magistralis’ di Vittorio Sgarbi, la cena ed il gelato futurista, la FuturFesta con la Consulta Giovani... Ci dobbiamo aspettare che anche queste attività verranno sospese?
 
Quelle attività erano connesse alla mostra sul Futurismo e stiamo lavorando per farne altre e più coinvolgenti durante la nuova mostra sulla Belle Époque nel 2021. Quanto all'autunno di quest'anno, insieme all'Assessore alla Cultura Daniele Folino e all'ufficio cultura, stiamo lavorando per capire cosa sarà possibile fare.  
 
Tante sono state le attività per le scuole, i giovani ed i disabili lo scorso anno, segno di un attenzione verso le nuove generazioni ed i più fragili. Sarebbe interessante riproporle per via telematica, avete pensato a questa possibilità? 
 
Questo è un aspetto che mi sta molto a cuore e al quale sono particolarmente legato. Aver incontrato oltre 2500 studenti provenienti dal territorio e non solo, ricordo che è arrivata anche una classe liceale da Gallarate, è stato per noi entusiasmante. Vedere studenti e persone con disabilità, oltre 800, diventare artisti futuristi per gioco, lavorando dentro a Palazzo San Francesco con fogli, matite colorate, tempere, gessetti e altri materiali è stato bellissimo e l'auspicio è quello di tornare in museo per fare nuove esperienze, quando si potrà. Intanto l'invito è di seguire la pagina facebook e instagram di Palazzo San Francesco dove in queste settimane stiamo cercando di far riscoprire il nostro patrimonio artistico.   
 
L’attesa per l’esposizione di opere del 2021 sarà dunque maggiore perché esito di una lunga attesa. Nel frattempo quali saranno le iniziative legate all’arte in città? 
 
Sicuramente uno dei prossimi appuntamenti che ci vedrà tutti protagonisti è la riapertura di Palazzo San Francesco con il nuovo allestimento dei piani superiori, al quale stiamo lavorando intensamente. Sarà l'occasione per riappropriarci della bellezza e dell'identità storico artistica della nostra città.
 
Eugenio Lux