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CRAVEGNA - 31-03-2020 -- Ventotto marzo 2020,

metà pomeriggio. Rai 3 trasmette una puntata di “Italiani con Paolo Mieli” sulla vita e la carriera televisiva di Mike Bongiorno. Non è il primo e non sarà certamente l’ultimo programma dedicato al presentatore morto nel 2009. Si parla, fra l’altro, della sua scelta di aggregarsi alle formazioni partigiane e del suo arresto da parte della Gestapo. Forse non tutti sanno dove l’arresto è avvenuto;  dalle nostre parti, a Cravegna. Beninteso, non è una novità ma ricordarci che in uno dei nostri paesi è passata la storia non fa certo male. Cravegna, peraltro, è anche il paese natale di un Papa, Innocenzo IX, a fine XVI secolo; ben altra storia è quella, ma in fin dei conti anche il grande Mike merita un posto fra i personaggi che hanno fatto l’Italia. Una breve ricerca su internet è sufficiente per trovare notizie e testimonianze di quel fugace passaggio in Valle Antigorio del futuro re dei presentatori televisivi. Lui stesso l’ha più volte raccontato in diverse interviste: nella seconda settimana di aprile del 1944, su consiglio di alcuni compagni di lotta partigiana aveva deciso di espatriare in Svizzera, spostandosi dalla zona di Sauze d'Oulx dove operava in Valle Antigorio, vicino al confine elvetico. Aveva preso alloggio con varie altre persone all’Albergo Alpino di Cravegna ma proprio la notte in cui si stava preparando al viaggio verso Binn ha sentito all’improvviso avvicinarsi dei motori e alcuni cani latrare. Panico, disperazione tra il gruppo di fuggiaschi che cercano di distruggere i documenti compromettenti bruciandoli nel camino. “Io,– raccontava Mike - avevo un pacco di documenti e li butto dalla finestra. Ci ritroviamo in cortile faccia al muro, illuminati dai fari. C’era anche mia madre. Pensavo, qui ci fucilano”. Invece, succede un miracolo; con i Tedeschi della Gestapo c’erano anche alcuni Italiani della Decima Mas. Uno di loro si avvicina a Mike per perquisirlo e gli trova in tasca un libretto con  nomi e indirizzi di gente scappata in Svizzera, fra cui parecchi ebrei, che Bongiorno aveva disgraziatamente dimenticato di distruggere nella foga di quei momenti. Il soldato trova il libretto, lo sfoglia, non dice niente. Incredibilmente, anziché consegnarlo alla Gestapo, lo rimette in tasca al prigioniero, gli sorride e si allontana. “Allora – raccontava ancora Mike - ho preso il libriccino e, pagina per pagina, me lo sono mangiato”. Paradossale: era stato un membro del gruppo a tradirli e denunciarli alla Gestapo ma fu un fascista a salvargli la vita. Ancora più paradossale: i nazisti decisero di non fucilarlo subito perché nei documenti che Mike aveva gettato dalla finestra e che loro avevano recuperato c’era anche il suo passaporto americano. Probabilmente cedettero di aver a che fare con un importante agente segreto, o che fosse comunque più utile tenerlo vivo. Dopo un periodo di detenzione a San Vittore, a Milano, e un altro in campo di concentramento, venne scambiato con prigionieri tedeschi e poté tornare libero. Una di queste interviste è riportata sul sito “cravegna.it”  http://www.cravegna.it/novita%202003.htm    Si tratta di un articolo apparso su “Oggi” nel 2003, quando Bongiorno è tornato in Valle Antigorio a salutare l’albergatore cui non aveva potuto pagare il conto in quella brutta notte di quasi sessant’anni prima. Purtroppo, però, l’Albergo Alpino era già chiuso da 5 anni!
Mauro Zuccari