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MERGOZZO - 16-08-2019- Una processione ancora oggi

molto sentita, una devozione popolare tipicamente comunitaria, senza spettacolarizzazione né tantomeno turisti. Stiamo parlando della processione dei Ginostri (una sorta di albero che rientra, con la dovuta approssimazione, nella categoria delle “cavagnette” e in quella più grande degli alberi rituali ossolani), svoltasi venerdì mattina, 16 agosto, in occasione di San Rocco. La processione, aperta da due ginostri portati dalle ragazze, si è conclusa bella chiesa cimiteriale di Santa Maria di Prato Scopello, dove è stata celebrata la messa al termine della processione che ha attraversato il paese partendo dalla chiesa parrocchiale. "Caratteristica fondamentale di questi “dendrofori” mergozzesi - spiegano gli studiosi  che da anni portano avanti un sistematico studio di riscoperta di queste antiche devozioni - è la presenza del limone, in cui sono inserite, nelle occasioni più importanti ovvero nelle processioni di inizio anno, delle monete d’argento, a testimoniare lo scioglimento di un voto contro la peste del Seicento. In realtà il richiamo è anche al seno femminile, in particolare a quello della Vergine Maria: non a caso il Ginostro è portato proprio da ragazze, in origine da quelle “della leva”, ovvero le neomaggiorenni".

 

 

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