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casa natale galletti vista

BOGNANCO-17-7-2019  “I sentieri delle case abbandonate” è il filo conduttore dell'escursione organizzata per sabato 20 luglio alle 14,30 in val Bognanco, partendo da Curva San Martino verso la frazione di Picciola. Il tema calzare a pennello con il destino subito dalla casa natale di Gian Giacomo Galletti, a Collorio, anche se l'itinerario non la sfiorerà neppure. Sarà un'altra escursione,  “Il sentiero dei curt e curtitt”, sabato 17 agosto alle 14, a passarle vicino; la partenza infatti avrà luogo da Pizzanco, a due passi da Collorio. I due appuntamenti rientrano nella quinta edizione del Festival della Montagna, promosso dal Comune e dalla Pro Loco di Bognanco, dall’Ecomuseo della Valle Bognanco e da “Bognanco Experience”. Completamente abbandonata ma ancora in buone condizioni: è questa la situazione della casa natale di Galletti. Non si sa neppure con precisione fino a quando è stata abitata. È proprietà del Comune di Domodossola, come tutto il patrimonio della disciolta Fondazione Galletti. A toglierle di torno sterpaglie e ortiche hanno provveduto alcuni volontari della zona, come ci conferma anche la Presidente della Pro Loco, Daniela Pellanda. "I volontari hanno un ruolo fondamentale proprio come nella realizzazione dei percorsi guidati del Festival - dice - Anche a Collorio ogni tanto qualcuno passa a tenere pulito il sentiero. In tutta la valle ci sono gruppi che si occupano di svolgere questo compito, sull'esempio di quello nato anni fa con il nome "Un sentiero per amico". Ognuno si prende cura dei percorsi vicino alla propria frazione". Come detto, casa Galletti non ha problemi di staticità, ma il pavimento a piano terra presenta un leggero sprofondamento proprio davanti al camino: ci vorrebbe per lo meno una verifica, potrebbe rappresentare un pericolo per chi entrasse a dare un'occhiata. Quali potrebbero essere le iniziative adatte a valorizzarla? "Le idee possono essere tante - risponde Pellanda - Molto dipende comunque dal volontariato. L'Ecomuseo della Val Bognanco è nato proprio per promuovere e valorizzare tutte le frazioni, così com'è stato fatto con "Boco dipinta". È stato sistemato e attivato un bel sentiero tra Bognanco Fonti e Boco, arricchendolo con piccole opere artistiche sparse." In definitiva, l'unica possibilità di valorizzare la minuta e poverissima casa natale di uno dei più grandi personaggi della storia ossolana è inserirla in uno di questi sentieri turistici. Pellanda lo conferma: «Sistemazioni e abbellimenti possono essere fatti dai volontari ma se si vuole qualcosa di più occorrono fondi: il problema è sempre quello. Ad esempio a Boco c'è la casa che uno dei residenti ha donato chiedendo di farne un museo: l'Ecomuseo della Valle  Bognanco avrebbe bisogno di una sede in cui aprire anche un museo dell'arte contadina e delle cose di una volta, ma occorrono interventi consistenti e per ora è tutto fermo. Mancano i fondi. Ogni frazione ha le sue peculiarità: Pizzanco sta elaborando il discorso sulle case abbandonate. Lungo tutta la valle, partendo da Cisore, ci sono vecchi torchi; solo alcuni sono stati valorizzati, altri ancora no. Le numerose scuole elementari volute da Galletti sono state in gran parte vendute a privati e trasformate in seconde case. Solo a  San Lorenzo una è rimasta alla Parrocchia, un'altra è usata dalle diverse associazioni come sede e a piano terra contiene un piccolo museo delle cose vecchie del mondo contadino, creato dal "Gruppo delle Donne in Costume" con attrezzature, vestiti tradizionali e altro. Contiene anche la sala prove del Corpo Musicale di Bognanco con il suo archivio. Le associazioni provvedono alla sua manutenzione: questo è l'unico edificio che conserva in qualche modo lo scopo indicato da Galletti, di favorire la diffusione della cultura in valle". Collorio non è certo adatto a grandi manifestazioni culturali o di spettacolo, ma potrebbe davvero diventare una delle tappe di escursioni guidate: è molto in pendenza ma ha un bel prato alle spalle di casa Galletti. Le idee per valorizzarlo ci sono, ma per realizzarle occorrono soldi. Si attende qualcuno che si faccia avanti. "Il restauro di vecchie case come quella è sempre complicato - conferma Pellanda - Si rischia che crollino mentre ci metti su le mani".   

Mauro Zuccari