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Giambattista Crosato

DOMODOSSOLA - 08-04-2019 - Martedì 9 aprile, dalle ore 11 alle 13, l’École des Italiens-Museo Immaginario, in collaborazione con Galleria Lorenzo Vatalaro – Milano, presenta a Domodossola, via Mellerio 2, l'olio su tela di Giambattista Crosato, "Ritratto di gentildonna con collana di perle".

Scrive Filippo Pedrocco (sul Catalogo Mme Webb Editore) a proposito di Giambattista Crosato (Treviso 1697 c. - Venezia 1758) e del dipinto esposto.
"Questo affascinante ritratto di una giovane gentildonna vestita, che porta raffinati gioielli al collo e ai lobi delle orecchie e che volge lo sguardo intenso verso l'esterno della tela, ben si inserisce nella fase più avanzata della produzione di Giambattista Crosato, il pittore di origine trevigiana che trovò fortuna in Piemonte, dove trascorse – in diverse fasi – oltre dieci anni di vita, nel corso dei quali fu impegnato nella decorazione di alcuni edifici di proprietà dei Savoia, quali la Palazzina di caccia di Stupinigi e lo stesso Palazzo Reale, e in numerose chiese, oltre a svolgere una proficua attività di scenografo teatrale. Rientrato definitivamente nel Veneto nel 1742, Giambattista ottiene inizialmente alcune commissioni per chiese e ville della Terraferma, riuscendo solo verso la metà del secolo a reinserirsi nell'ambito lagunare, grazie al successo ottenuto con l'importante impresa decorativa messa a segno nel salone da ballo di Ca' Rezzonico. Ad un momento immediatamente successivo, alla metà del sesto decennio, va poi datato quel che può essere considerato il capolavoro in area veneta del Crosato, cioè la decorazione ad affresco del salone da ballo dell'imponente villa dei Marcello a Levada presso Padova, con le eleganti figurazioni parietali incentrate sulle vicende di Alessandro Magno.
Proprio a queste opere è indubbiamente da accostare il dipinto in esame: del tutto convincenti risultano infatti le somiglianze coloristiche, di scrittura pittorica e tipologiche con alcune delle figure femminili che appaiono nei diversi episodi realizzati nella villa, come quella di Campaspe, la cortigiana amante del re Macedone ripresa mentre Apelle la ritrae, o Rossane, la sposa di Alessandro, raffigurata dal Crosato nel momento delle sue nozze (si vedano gli affreschi citati riprodotti in: R. Pallucchini, La pittura nel Veneto. Il Settecento, vol. I, Milano 1995, pp.145 – 147). Se tali confronti risultano indiscutibili, altrettanto convincente appare, al fine dell'assegnazione al Crosato di quest'opera, l'affiorare nel dipinto in esame di quella stessa frizzante sensualità che si ritrova costantemente in tutte le sue figure femminili presenti nelle grandi decorazioni ad affresco, fin dalle prove giovanili realizzate per il palazzo veneziano dei Pesaro".