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VERBANIA – 31.03.2019 – Il secondo anno consecutivo

sopra i 3 milioni di presenze turistiche conferma il bacino del Distretto dei laghi (cui andrebbero aggiunti i numeri del Novarese) come il secondo in regione dopo Torino. Un bacino che vive del settore extralberghiero (527 strutture per 12.481 letti tra affittacamere, B&B, campeggi, case per ferie, ostelli, rifugi…) più che di quello alberghiero (219 con 12.841 letti); e che è trainato dal lago più che dalla montagna, dal momento che gli 8 comuni rivieraschi da Cannobio a Belgirate contano 2.608.698 presenze, cioè l’84,2% del totale.

Le Isole e Villa Taranto restano le principali attrazioni su cui si “costruisce” una vacanza e, per questo, gli operatori privati sollecitano più offerta e più infrastrutture. S’è fatto portavoce di questa istanza Tranquillo Manoni, titolare di campeggi a Verbania e presidente dell’associazione di categoria, secondo cui vanno sollecitati i comuni. Offrire al cliente più opportunità, soprattutto nell’ambito dello sport e dell’outdoor –che attira i turisti stranieri– permette di esaudire richieste diverse e di allungare i soggiorni.

Un’altra esigenza avvertita dagli operatori è legata al marketing e ai big data. Partendo dalle rilevazioni dell’Osservatorio turistico c’è chi sollecita un’analisi sul tipo di turista che predilige il Vco, al di là della nazionalità. Giovani? Anziani? Famiglie con figli? Quale età media hanno? Rispondere a queste domande permetterebbe agli operatori turistici di calibrare la propria offerta e di essere ancor più competitivi, anche nella promozione pubblicitaria. A questo proposito, fermi restando i severi limiti della privacy –la raccolta dei dati è autorizzata dall’Istat per fini statistici e non per la profilazione del cliente– nuovi strumenti informatici potrebbero venire incontro alla richiesta. Con aprile sarà on-line la nuova piattaforma “Piemonte dati turismo”, che è predisposta per raccogliere informazioni a più ampio raggio. Sono poi in corso azioni di sollecito a quegli operatori che, contravvenendo le norme, non comunicano i dati. Sempre in tema di informazione e comunicazione, con la nuova legge regionale sul turismo l’obbligo di comunicazione dei dati anagrafici alla questura e il pagamento dell’imposta di soggiorno ai comuni s’è esteso. In questo senso è lecito ritenere che, presumendo ci sia ancora una fetta di sommerso, il dato dei tre milioni di presenze sia per difetto.