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VERBANIA - 30.03.2019 - Ricordando

l’ultimo grande maestro della floricoltura verbanese, Piero Hillebrand, la 53ª Mostra della Camelia, in programma oggi e domani a Villa Giulia ripercorre il tratto più significativo della coltivazione di questo fiore sulle rive del lago Maggiore. Giunta in Italia dall'oriente, la prima Camelia Japonica viene impiantata nel Giardino inglese della Reggia di Caserta sul finire del XVIII secolo. Nei decenni successivi è tuttavia sul Lago Maggiore che trova il suo nuovo luogo d'elezione, una coltivazione che ormai vanta 150 anni d'esperienza. E' nel 1882 che la storia della camelia s'incrocia quella degli Hillebrand, vivaisti di cui Piero, morto nello scorso febbraio a 89 anni, rappresentava la terza generazione. Studioso e cultore del fiore, imprimerà una svolta nella sua coltivazione.   

La mostra della camelia di Verbania promossa dai floricoltori del Consorzio Fiori del Lago Maggiore con il Comune, torna a presentarsi come ideale apertura della stagione turistica sul lago. Evento ormai entrato nella tradizione dell'ultimo mezzo secolo, non a caso è l’esposizione floricola più datata d’Italia. I visitatori e i tanti appassionati che intervengono a Villa Giulia quest'anno potranno ammirare oltre 200 varietà per lo più insolite, rare e poco conosciute. Un'esplosione di colori e forme che   grazie alla mitezza del clima di queste settimane, si presenteranno in pieno rigoglìo.

IL PROGRAMMA
L’esposizione di fiori recisi e composizioni floreali allestita a Villa Giulia (orario: 10,30 - 18,30 inaugurazione ore 10) è il momento centrale di un programma che si completa con i tour guidati (prenotazione obbligatoria Tel. 0323.503249) nei parchi di Villa Taranto, Isola Madre, Villa Rusconi Clerici, Villa Giuseppina, Villa Anelli dove persistono le cultivar ottocentesche che portano i nomi di illustri personaggi dell’epoca. E' possibile anche acquistare le piante direttamente dai floricoltori e sorseggiare una tazza di tè (che è una camelia, la Camellia sinensis). Interessanti ai tour in motoscafo con la botanica Carola Lodari che racconterà storie e curiosità  sui giardini e le ville del lago e poi il concerto floreale del Pop Coro nel parco di Villa Giulia.

PIERO HILLEBRAND
Come accennato, l’edizione 2019 della Mostra della Camelia ricorderà Piero Hillebrand ed il suo attento lavoro condotto per una vita intera sulle camelie. 3.000 le schede di riclassificazione delle varietà coltivate sul lago Maggiore e anche altrove che aveva redatto. Parte delle sue ricerche è stata pubblicata nei due volumi “Antiche camelie del Lago Maggiore” (con foto di Gianbattista Bertolazzi). Fra i ritrovamenti che portano il nome di Hillebrand la Camellia japonica Gloria del Verbano, una creazione ottocentesca dei vivaisti Rovelli di Pallanza, o la Goffredo Odero rinvenuta a Villa Ada Troubetzkoy. A lui si deve anche l’innovativa tecnica di moltiplicazione delle camelie per talea in serra da riproduzione.

CESTAI A CONGRESSO
La mostra renderà omaggio ad una tradizione produttiva del territorio collegata al verde: la cesteria, che utilizza essenze legnose come il castagno (Castanea sativa), nocciolo (Corylus avellana) e salice (Salix spp.) per realizzare ceste, panieri e altri manufatti.  Giovani cestai attivi nella Val Grande sono i promotori di una serie di iniziative in programma a Villa Giulia. Ecco allora il III simposio nazionale dei cestai (sabato 30 alle 17) e la mostra “Intrecci. Passato e presente della cesteria nelle Terre di Mezzo” che espone varie tipologie di cesti abbinati a immagini e testimonianze orali tratte dal passato, oltre a fotografie di Susy Mezzanotte che ritraggono cesti in situazioni gioiose e insolite del presente.
A Villa Giulia interverranno anche una trentina di cestai, provenienti da tutta Italia, che faranno dimostrazioni ed esporranno le loro creazioni. Nei pomeriggi di sabato e domenica in programma laboratori dedicati ai bambini e ragazzi per imparare a realizzare piccoli oggetti decorativi intrecciati.

CAMELIE RARE E ANTICHE
Tra le camelie in mostra, alcuni esemplari vengono segnalati dall'organizzazione per le loro peculiarità.
"Camellia Oki No Nami (Onde di alto mare), una giapponese dalla crescita compatta. E’ tra le più resistenti al freddo e di un leggero rosa striato di rosso di forma semidoppia.
Camellia General Coletti dal colore è rosso vellutato con irregolari macchie bianche, fogliame scuro e lucido. Ne parla Jacob Makoy nel suo catalogo del 1838 ed è stata disegnata e descritta dall'abate Berlese (1784-1863) nella sua iconografia. Presente in tutti i cataloghi ottocenteschi in Europa da quello di Verschaffelt nel 1850 a quello dei Rovelli a Pallanza nel 1874. Il suo successo viene senz’altro dal contrasto dei due colori e dal fatto che la pianta porta tanti boccioli anche da giovane. Sono oltre 60 le camelie dedicate a Generali: da Nelson a Patton, Eisenhower, Lafayette.
Camellia Hagoromo (vestito di piume o vestito d'angelo). Proviene dai giardini della reggia di Detskoe Selo (residenza dello zar Nicola II), a Puskin, vicino a Mosca. In Italia è stata portata dai principi Troubetzkoj trasferitisi sul Lago Maggiore dove hanno deciso di coltivare la loro grande passione per le piante di camelia. La leggerezza dei fiori semidoppi, rosa pastello, con stami gialli al centro delle corolle, evocano la leggerezza di piume angeliche. Introdotta in Italia nel 1886, ha fioritura tardiva e arbusti compatti, con fogliame verde lucido".