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VCO - 21-12-2021 - Per chi arriva dalla Svizzera, magari a fare shopping a Domodossola o a Cannobio, non è obbligatorio il tampone, a patto che si rispettino certe condizioni. Lo rimarcano gli esercenti dopo la confusione generata dall’entrata in vigore dell'ordinanza del ministro della Salute (il 14 dicembre) che prevede l'obbligo di tampone negativo anche per i vaccinati che dall’estero entrano in Italia.
“Si è creata una forte preoccupazione nelle nostre zone di confine, dal momento che l'obbligo di tampone anche per i vaccinati avrebbe limitato gli arrivi, danneggiando le attività commerciali e gli esercizi di ristorazione, in un periodo particolarmente importante come questo delle feste - dice Massimo Sartoretti, presidente di Fipe Confcommercio Alto Piemonte -. In realtà il messaggio che è passato dai media non è corretto. Fipe Confcommercio ha infatti lavorato da subito con i tecnici del Ministero per evitare che i territori di confine venissero penalizzati ed è stato raggiungo l’obiettivo, con la conferma di un’area free nella quale gli spostamenti dei vaccinati sono liberi. Per chiarire, non soggetti all’obbligo gli ingressi in Italia per chi arriva a fare la spesa o a trovare gli amici o va al bar o al ristorante -prosegue Sartoretti-, sempre che rispettino queste tre condizioni: viaggino su mezzo privato, la permanenza non duri più di 48 ore, la destinazione non sia oltre 60 km dal luogo di residenza o domicilio o abitazione”.

Resta naturalmente obbligatorio il possesso di green pass base o rafforzato nelle attività dove è previsto (sostituito nel caso di chi proviene da Paesi extra UE, come gli svizzeri, da certificato vaccinale o certificato di esenzione o di guarigione).

“Un aumento dei casi di positività potrebbe portare a nuove restrizioni -conclude Sartoretti-. Ci auguriamo che non accada, ma intanto possiamo in sicurezza accogliere gli arrivi dalla Svizzera per le festività”.